Siti e foto by Marella Giovannelli (Mara Malda)
venerdì, ottobre 21, 2011
lunedì, ottobre 17, 2011
venerdì, ottobre 14, 2011
"Il Mondo di Mare" : le creazioni di Marella Giovannelli tra natura e poesia

"Il Mondo di Mare" è il titolo scelto da Marella Giovannelli per la prima esposizione delle sue creazioni al Molo Brin di Olbia. "Ad ispirarmi sono stati l'amore profondo e il benessere che questo elemento della natura, da sempre, mi regala - ha spiegato la giornalista olbiese -. Tante mie poesie sono state concepite in spiaggia o in acqua ma questo rapporto strettissimo tra me e il mare va oltre le stagioni. In autunno e in inverno trovo serenità, forza ed energia passeggiando sulle spiagge deserte. Dallo scorso anno ho cominciato a creare piccoli oggetti assemblando i doni portati dal mare o trovati sott'acqua nel corso delle mie esplorazioni solitarie. Spesso ho unito terra e mare abbinando pigne o noci a conchiglie, ossi di seppia e scheletri di ricci. A guidarmi, in ogni composizione, è l'estro del momento, la fantasia, il sogno o il ricordo di un attimo da me vissuto. A volte mi torna alla mente una mia poesia, magari risalente a qualche anno fa, e scatta in me il desiderio di “fissare” quella memoria creando un oggetto particolare".
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| "Il Mondo di Mare": oggetti creati da Marella Giovannelli |
mercoledì, agosto 31, 2011
Fotograffiati di Marella Giovannelli può essere acquistato anche via internet
martedì, agosto 09, 2011
Porto Cervo. Grande pubblico nella piazzetta degli Archi per la presentazione del libro «Fotograffiati»
L’altra Costa: gli scatti rubati di Marella Giovannelli (La Nuova Sardegna. Alessandro Pirina).
OLBIA. I «fotograffiati» celebrano l’autrice dei loro scatti rubati. Una piazzetta degli Archi al completo ha accolto sabato sera Marella Giovannelli, in trasferta a Porto Cervo per presentare il libro «Fotograffiati», edito dalla Taphros di Dario Maiore. Un volume in cui la giornalista olbiese ha raccolto decine di immagini di vip, da lei immortalati in situazioni buffe o diverse dal solito. Ad affiancarla nella presentazione l’antropologo Bachisio Bandinu, autore della prefazione, e la contessa Marta Marzotto, regina delle «fotograffiate». Presenti in platea l’ex-campione di motociclismo Giacomo Agostini, l’attrice Annamaria Malipiero, la contessa Marta Brivio Sforza, il principe Carlo Giovanelli. A testimonianza del fatto che il libro ha fatto colpo tra il mondo dorato che ogni estate si ritrova in Costa Smeralda. «E’ stata una bellissima serata - ha dichiarato l’autrice -. Ringrazio il Consorzio Costa Smeralda e soprattutto Tom Barrack per aver capito lo spirito di questo libro e avermi accolto a Porto Cervo per la presentazione. E grazie alla Camera di commercio del Nord Sardegna per il grande supporto che mi ha dato».
mercoledì, agosto 03, 2011
Fotograffiati di Marella Giovannelli: in un libro gli scatti «rubati» ai vip della Costa

La Nuova Sardegna Estate (Alessandro Pirina) 03 agosto 2011
PORTO ROTONDO. Con l’arrivo dell’estate i salotti romani chiudono, ma senza andare in ferie. Nobili e plebei delle corti capitoline si trasferiscono armi e bagagli a Porto Cervo o a Porto Rotondo, dove si ritrovano per proseguire la «dolce vita» romana sotto il sole della Sardegna.
Ci sono tutti. Dalla showgirl al cantautore, dal politico alla contessa, dal calciatore all’uomo di cultura. Un cast da isola dei (veri) famosi che ogni sera si dà appuntamento nei locali o in una casa privata per far festa. Ma quasi mai macchine fotografiche e telecamere sono benaccette. L’unica titolata a portarsi dietro la sua digitale è Marella Giovannelli, giornalista olbiese, un tempo regina del gossip con il nome di Mara Malda. A quella corona ha poi rinunciato a causa degli eccessi «briatoriani» e «lelemoriani» della Costa, ma non l’è mai passata la curiosità di immortalarei personaggi in vacanza in Sardegna. Oggi quelle centinaia di foto sono diventate un libro: «Fotograffiati», la versione smeralda del «Cafonal» di Dagospia, con cui fino a poco tempo fa la Giovannelli collaborava. «Non è un Cafonal - dice l’autrice -. Non ho mai amato il nome dato da D’Agostino alla sua rubrica. Come non mi piaceva che trasformasse Porto Rotondo in Morto Rotondo. Magari qualche foto può esser un po’ cafona, qualche personaggio sopra le righe, ma non credo che Sciola o Ceroli possano essere ascritti alla lista cafonal. Preferisco il mio fotograffiati, perché accanto al gossip ci sono anche arte e cultura».
La Giovannelli, giornalista, poetessa e anche fotografa, ha deciso di pubblicare i suoi scatti appena un mese e mezzo fa. «Era metà giugno - racconta -. Mio fratello Gianni era stato rieletto sindaco di Olbia, ma io non avevo voluto riprendere a lavorare per il Comune, dove curavo il sito. Un giorno ho aperto il mio archivio digitale e ho ritrovato centinaia di foto scattate nell’ultimo decennio. Immagini che avevo solo io. A quel punto, mi è sembrato giusto fare qualcosa per non perdere la memoria di quegli anni. Ne ho parlato con l’editore Dario Maiore, della Taphros, e subito mi ha convinto a fare un libro». Nasce così «Fotograffiati», un collage di scatti divisi per capitoli e periodi in cui centinaia di personaggi vengono immortalati in situazioni a dir poco imbarazzanti. Come Tom Barrack che si aggiusta il cavallo dei pantaloni o Mara Venier alle prese con una succosissima fetta d’anguria. «Le fotografie sono dissacranti, irriverenti, ma non vogliono ferire nessuno - dice Giovannelli -. Per questo motivo ho scelto di non pubblicare una foto della Ventura di qualche anno fa. Un’immagine in cui non si riconosceva affatto. Fu lei a chiedermi da madre a madre di toglierla dal mio album». Tra i più «fotograffiati» c’è Lele Mora, con cui la Giovannelli non era mai stata tenera. La prova in «Videocracy», il pamphlet anti-berlusconiano, in cui Mara Malda si ritrovò, suo malgrado, tra i protagonisti. «Quando era in auge lo criticavo, ma non mi va giù che adesso tutti ne prendano le distanze». Non può mancare Berlusconi. «Mai stata alle feste della Certosa, lo incontravo a casa di Anna Bettz. E sono stata l’unica a immortalarlo con la giacca bianca, stile Tony Manero».
Marella Giovannelli presenterà il libro sabato alle 19.30 a Porto Cervo. Con lei Bachisio Bandinu, autore della prefazione, e Marta Marzotto.
domenica, luglio 31, 2011
Quei vip fotograffiati (La Nuova Sardegna 31-07-2011)


Marta Marzotto con il figlio di Gheddafi, Simona Ventura che fa le smorfie, Berlusconi in versione Tony Manero e Lele Mora coccolato e vezzeggiato da tutti. La Costa Smeralda che fu nel libro di Marella Giovannelli (foto). Una raccolta di immagini scattate dalla giornalista olbiese e intitolata «Fotograffiati», edito da Taphros. «L’idea mi è venuta a metà giugno - racconta -. Ho aperto il mio archivio digitale e mi sono resa conto di aver tantissime foto. Mi è sembrato giusto non disperdere la memoria di quegli anni. Le persone non sono mai in posa, sono tutti scatti rubati. Graffiano senza ferire». Il libro sarà presentato il 6 agosto a Porto Cervo. (Alessandro Pirina)
Marella Giovannelli racconta la metamorfosi della Costa nel libro "Fotograffiati"

L'Unione Sarda 31-07-2011. (Caterina De Roberto)
«Così ho ucciso Mara Malda». Dal salotto Marzotto con Dario Bellezza alle feste di Lele Mora
Quattro anni fa ha detto basta. Stop coi lelemora e i briatori. Stop con Mara Malda, alter ego gossiparo di Marella Giovannelli. Solida famiglia borghese alle spalle e laurea in un cassetto, un marito, due figli, (e un fratello sindaco), ha giocato con la vita smeralda trasformando in un lavoro - a tempo determinato - la posizione privilegiata nei salotti. Poi il rigetto annunciato sul "Corriere della sera". Nel frattempo ha scritto poesie, seguito l'ufficio stampa del Comune, è stata preziosa spalla mediatica del fratello Gianni in campagna elettorale. Ora torna sul luogo del delitto col volume "Fotograffiati" edito da Taphros, con prefazione di Bachisio Bandinu, che sarà presentato a Porto Cervo.
Perchè l'ha fatto?
«Per conservare la memoria».
Graffiati: in che senso?
«Sono foto irriverenti mai prese in posa. Magari in un vertice, piuttosto che a una festa, mi attraeva una particolare situazione, un'espressione buffa e io scattavo nello spirito di Mara Malda. L'idea è nata a giugno e l'abbiamo realizzato a tempo di record grazie anche al mio editore Dario Maiore che è stato straordinario. Il libro è autofinanziato: neppure un euro di contributo».
Feste raccontate da dentro: che differenza fa?
«Tanta. Io ero invitata, c'era una situazione di relax, di confidenza. E non ho mai tradito la fiducia, sono foto ironiche ma mai offensive. Quelle vintage sono di un periodo nel quale tutto era molto più spontaneo. In quelle di Orgosolo, per esempio, ci sono Milva e Marta Marzotto a un pranzo con i pastori. Una giornata bellissima».
Quando è scomparsa Mara Malda?
«Nel 2007. Ero stanca delle feste al Billionaire col tappeto rosso e dell'ostentazione del lusso sfrenato, del superfluo, dei corpi. La Sardegna era solo un palcoscenico, un mezzo di promozione e noi sardi per primi avevamo la responsabilità di dire basta».
La ricchezza ha sempre fatto parte della Costa Smeralda. Cosa era cambiato?
«L'ostentazione. All'inizio le feste si facevano tra amici, per divertirsi. Poi sono diventate uno strumento di promozione. Si chiamava Lele Mora e si portavano gli ospiti a pagamento. Non c'era più il piacere di incontrarsi. Una gara insensata a chi aveva speso di più o aveva più ospiti».
Anche l'erotismo è ingrediente base di un paradiso delle vacanze. Che differenza c'è?
«Nessuna di queste feste era minimamente erotica e neppure trasgressiva. A quella delle drag queen c'erano improbabili pensionati sessantenni. Non ho mai visto neppure un bacio appassionato. La passione è un'altra cosa, è un sentimento vero. Dove ci si mostra per fare business non può esserci erotismo».
Grandi amori in Costa?
«Quelli veri sono segreti».
Cosa la lega a Porto Rotondo?
«È il luogo in cui sono cresciuti i miei figli, in cui incontro gli stessi amici da 35 anni. Luigino Donà dalle Rose è straordinario nel mantenere questo senso di comunità e questo culto per il bello e per l'arte. Vai a casa sua e incontri gente come Ceroli».
In principio era Marta Marzotto.
«Lei è incredibile, è una donna spugna, assorbe esperienze e conoscenze e le trasmette. Andare a casa di Marta voleva dire conversare con Dario Bellezza».
Cosa è rimasto dell'esperienza della campagna elettorale?
«Ne sono uscita con le spalle più larghe».
Quanto contano i legami familiari?
«Sono fondamentali. Ho la fortuna di avere un compagno, mio marito Gianni Marzi, che dal 1977 mi sta accanto rispettando profondamente il mio modo di essere. Lui dà un senso a tutto quello che ho fatto».
Caterina De Roberto
lunedì, luglio 25, 2011
Fotograffiati è il titolo del nuovo libro di Marella Giovannelli: la 'dolce vita smeralda' in centinaia di foto

Fotograffiati è il titolo del nuovo libro di Marella Giovannelli: la "dolce vita smeralda" in centinaia di foto che hanno l'austerità del ritratto e la caricatura della maschera. Sarà presentato sabato 6 agosto, alle ore 19.30, in piazzetta degli Archi a Porto Cervo.
È un racconto per immagini, tutte scattate dalla stessa Giovannelli che, in questi anni, ha illustrato i suoi articoli con centinaia di foto. Ad animare questo “diario” coloratissimo e frizzante, più graffiante che patinato, è una certa “vita smeralda” particolarmente intensa a metà degli anni Duemila.
Raramente in posa, quasi sempre colti di sorpresa, i fotograffiati sono personaggi italiani e stranieri in vacanza a Porto Cervo e a Porto Rotondo, protagonisti di feste, eventi culturali, momenti di svago o relax e vertici internazionali.
Nella prefazione, curata da Bachisio Bandinu, si legge che "Marella Giovannelli fa una rappresentazione mondana del turismo d'alto bordo ricca di sfumature, con fotografie che hanno l'austerità del ritratto e la caricatura della maschera. Volti che si nascondono alla esposizione e facce che si mostrano con ostentazione: un curioso rapporto tra volto e maschera che nel gioco turistico perde il suo carattere inquietante per mostrare invece la libertà espressiva e disinibita delle circostanze festive. Un intendimento non celebrativo né moralistico. D'altronde l'autrice conosce bene personaggi e ambiente, anzi è di casa, fa parte della tribù turistica ed è ben accetta perché usa riservatezza. Partecipa al gioco di società ma ha anche coscienza del gioco. È personaggio tutto interno al teatro ma interprete capace di un distanziamento. Ed è per questo che le sue fotografie denotano uno sguardo ironico rimarcando curiose ambivalenze e simpatici paradossi. Così una fotografia accarezza senza servilismo, un'altra graffia senza cattiveria e, al di là di una precisa volontà documentaria, finisce per darci uno squarcio eloquente della scena turistica smeraldina e portorotondina".
Margherita Agnelli e Gigi D'Alessio: Portico in comune a Porto Rotondo

Cordiale scambio di saluti al ristorante "Il Portico" di Porto Rotondo tra Gigi D'Alessio e Margherita Agnelli. Il forte vento di maestrale li ha trovati seduti, ieri sera, a tavoli diversi all'interno dello stesso locale. Margherita Agnelli e il marito Serge de Pahlen hanno cenato (tartare di gamberi, pesce al sale, mousse di fragole e ricotta) insieme a Giangaleazzo e Osanna Visconti di Modrone. Con loro anche il regista Carlo Vanzina e la moglie Lisa. Pizze varie, invece, per Gigi D'Alessio e i suoi parenti; assente Anna Tatangelo. Il cantante napoletano, tra una focaccina e l'altra, si è avvicinato al tavolo di Margherita Agnelli e i due hanno chiacchierato amichevolmente. Di cosa non è dato sapere visto che i testimoni oculari, autori della foto, erano seduti troppo lontani per poter anche origliare. Già avvistati al Portico, nelle scorse settimane, in ordine sparso: il sindaco di Roma Gianni Alemanno con moglie e amici, i Ruffo di Calabria, la famiglia Tariko, Francesco Facchinetti e Alessia Marcuzzi.
mercoledì, luglio 20, 2011
Marella Giovannelli intervistata da Alfonso De Roberto per La Gazzetta di Porto Rotondo, luglio 2011

Ironica, graffiante, indiscreta ma leale. Per questa ragione Marella Giovannelli mette subito in chiaro che il suo nome di battaglia è stato Mara Malda, nulla a che vedere col vil soldato della nostra peggior tradizione militare. “Due parole – precisa – tant’è vero che chi mi contattava mi chiamava dottoressa Malda”. Insomma, incapace di “uccidere un uomo morto”, non avrebbe avuto alcuna pietà per un uomo corto. Lo pseudononimo che l’ha resa familiare a mezza Italia è nato quando collaborava con Dagospia, Panorama e La Nuova Sardegna. Prima ancora si era autobattezzata Beatrice Moss quando curava la rubrica “Qui Costa Smeralda” per l’Unione Sarda. Per chiamarsi col suo vero nome, ed oggi impegnativo cognome, ha atteso i suoi libri di poesia ed i suoi articoli sulla Gazzetta di Porto Rotondo. “L’esperienza di Mara Malda – dice -è impossibile da dimenticare. Giorni fa ho riletto sul Corriere della Sera, del 22 agosto 2007 l’annuncio della “morte” di Mara Malda che in un auto-necrologio aveva dichiarato: “Non ci sarà più il gossip nella mia estate. Mi sento colpita da orticaria al solo pensiero di scrivere ancora delle saghe lelemoriche, briatoriane, venturiche o certosine”. Tra le curiosità di quegli anni ricordo lo scoop del culatello, pubblicato nell’agosto del 2003 da Dagospia, col quale ricostruivo il rocambolesco recupero di un culatello della Bassa ordinato da Silvio Berlusconi per Vladimir Putin, ospite a Villa Certosa”.
Marella non chiude le porte ad un’ipotesi di Mara Malda due: “Per ora preferisco non scongelare il mio alter ego gossiparo. Preferisco impegnarmi in un’altra iniziativa realizzando il libro “Fotograffiati”. Vogliamo parlarne? “Durante un’incursione nel mio archivio digitale, per caso sono finita nel film Videocracy e mi sono ritrovata a fronteggiare numerose richieste di interviste, foto e “consulenze” come presunta esperta di un ambiente che non frequento più sin dal 2007. Allora ho pensato al possibile utilizzo delle foto del mio archivio. Così è nata l’idea di selezionare e inserire in un libro più graffiante che patinato (da qui il titolo) oltre 300 immagini che avevo scattato dal 2003 al 2010. Nella galleria dei fotograffiati ci sono Silvio Berlusconi, uomo politico ed ospite “canterino” e “ballerino” nelle feste in casa di amici, il principe Karim Aga Khan, il conte Luigi Donà dalle Rose. Altri protagonisti animano questo diario fotografico: Marta Marzotto, Lele Mora ed altri personaggi delle travolgenti estati della metà degli anni Duemila. Ma ci sono anche Woody Allen, Elton John, Meryl Streep, Andy Garcia, Vladimir Putin. E poi Flavio Briatore, Simona Ventura, Alba Parietti, Krizia, Sandra Mondaini e molti rappresentanti del mondo dello spettacolo, della cultura, degli affari e dello sport. Il libro lo presenterò sabato 6 agosto, alle 19:00, in piazzetta degli Archi a Porto Cervo. Ci saranno l’editore Dario Maiore e Bachisio Bandinu che ha curato la prefazione”. Vulcanica Marella che non ha intenzione di appiccare alcunché al chiodo! “Dopo l’ultima raccolta dei miei versi, “Il giostraio a riposo”, preceduta da “L’estranea”, “Mareamore”, “Equatore celeste” e dal libro “Porto Rotondo, storia di un’emozione”, sto lavorando a un nuovo progetto. Con la collaborazione di Maria Antonietta Seu Deiana, una selezione delle mie poesie è stata tradotta in logudorese. I miei versi, in limba ed in italiano, saranno accompagnati da immagini fortemente evocative”.
Basta? Macchè! E gioca con le parole. “Tu pensi ad un riciclaggio ed invece c’è un reci-creaggio visto che creo oggetti con materiali di recupero. Presto organizzerò una mostra sul filo dell’ironia e del “non prendersi mai troppo sul serio. La bellezza della vita è anche sapersela inventare ogni giorno”. Marella Giovannelli ha vissuto la realtà di Porto Rotondo anche d’inverno quando si spengono le luci. “Il mio legame col villaggio è fortissimo. Per molti anni ci ho vissuto anche d’inverno e, nella solitudine e nella pace del fuori-stagione, ho trovato sempre motivi di ispirazione e riflessione. Porto Rotondo per me è approdo, rifugio, faro e tana. In trent’anni ho conosciuto tantissime persone legate alla storia del villaggio e ho assistito ai cambiamenti delle tendenze, dei costumi e degli stili di vita”. Un pizzico di Marella story. Nata ad Olbia, dopo la scuola dell’obbligo, elementari allo Scolastico e medie in via Nanni, la quattordicenne studia prima alle Marcelline di Milano, poi alla Scuola Interpreti a Roma. Superati 21 esami ed ottenuto il diploma di Inteprete Parlamentare e Traduttrice in Russo, Inglese e Francese, completa gli studi alla Sapienza di Roma e si laurea in Scienze Politiche con una tesi sull’Antisemitismo in Unione Sovietica ai tempi di Stalin. Comincia subito a lavorare in un’agenza delle Nazioni Unite per i Rifugiati ebrei provenienti dalla Russia. Erano intere famiglie in attesa del visto per l’America, l’Australia, la Nuova Zelanda, Canada e Israele. Marella traduce dal russo in inglese: racconti di prigionia e persecuzioni. “Allora – ricorda - traducevo libri e articoli visto che eravamo pochi a conoscere la lingua russa”. Nei primi anni Ottanta, ritorna ad Olbia col marito, Gianni Marzi, e i figli Emiliano ed Alessandro. “Per me – ricorda- è stato doloroso abbandonare un lavoro che amavo moltissimo ma, chiusa una porta si spalanca un portone”. Arriva a Porto Rotondo. “Avevo 23 anni e ricordo ancora una cena da Albert; io, mio marito, Marta ed Umberto Marzotto. Soprattutto con Marta nacque una grande amicizia che ha dato vita a innumerevoli contatti eincontri, tutti molto interessanti e stimolanti. Direi anche preziosi poiché tv e giornali locali cominciarono a richiedere la mia collaborazione per interviste a celebrità che incontravo a feste, pranzi e cene più o meno esclusive. Quello che era iniziato come lavoro estivo si era trasformato in un’attività professionale. Messi laurea e diploma nel cassetto, ho iniziato a lavorare nelle redazioni di emittenti televisive. Ricordo la lunga esperienza con Cinquestelle Sardegna e la collaborazione con diversi quotidiani, settimanali e magazine. Nei primi anni Duemila, su internet ho creato un sito nel quale ho raccolto i miei articoli e un grande archivio fotografico. Un’altra svolta professionale c’è stata nel 2001 quando ho lasciato Cinquestelle in cui ero riuscita a curare un programma in cinque puntate sulla vita di Olbia dagli anni Venti agli anni Cinquanta. Era arrivata l’ora di lanciare, col collega Mauro Orrù, una nuova sfida: proporre al Comune un sito internet aggiornato e vivace che curasse l’aspetto informativo-divulgativo non solo sotto l’aspetto istituzionale. Dall’inizio del 2002 sino al febbraio 2011, quando ho lasciato l’incarico, ho scritto migliaia di articoli corredati da fotografie. Agganciato a Google, grazie anche all’effetto moltiplicatore della Rete, il sito è diventato un punto di riferimento per la gente e per gli organi di stampa, una “vetrina” per la città e una cassa di risonanza delle attività svolte dal Comune. Tornando al passato, grande significato per me ha avuto anche la lunga e intensa collaborazione con la Gazzetta di Porto Rotondo e col sito www.portorotondoweb”. Un'ultima maramaldata: pregi e difetti di Gianni Giovannelli, il fratello sindaco. “Perseveranza, pragmatismo, pazienza”. Per Marella, sono i tre maggiori pregi. Per la Mara Malda dura a morire, sono i principali difetti.
mercoledì, luglio 13, 2011
Fotograffiati: il nuovo libro di Marella Giovannelli nella prefazione di Bachisio Bandinu

Luogo della memoria e della dimenticanza
Una raccolta di fotografie si fa libro per aprire una vetrina di volti e di scene che raccontano otto stagioni di teatro turistico nel palcoscenico della Costa Smeralda e di Porto Rotondo.
Il montaggio cronologico dal 2003 al 2010 dispone le singole inquadrature in un accattivante film narrativo. Ogni foto una didascalia che fissa un istante ma dice di un prima e di un dopo. Sono immagini del tempo eccezionale delle vacanze nelle località più rinomate d'Europa, aperte alla liberalità dell'accoglienza dopo aver riscosso il dazio secondo la scala graduata delle disponibilità finanziarie. E così c'è posto per aristocratici e borghesi, industriali e politici, attori e cantanti, artisti e scrittori, giornalisti e paparazzi, veline e calciatori. Tempo di vacanza, cioè tempo vacante da colmare secondo il principio del piacere.
L'artefice è Marella Giovannelli, poetessa e giornalista, che prende le sembianze di Mara Malda e fa dagospia per cogliere di sorpresa un gesto incontrollato, per fissare la schiettezza disarmata di una espressione o la messa in posa di un personaggio tutto compreso di sé, per riprendere la scansione di passioni vere o finte e di giochi spontanei o artefatti.
È un racconto fotografico che offre una vasta gamma di facce, di volti e di maschere: la faccia di Marta Marzotto, il volto di Karim Aga Khan, la maschera di Lele Mora. Ad essere intercettati sono anche espressioni, sguardi e gesti: tra i tanti, quelli di Silvio Berlusconi e di Saif al-Islam Gheddafi, figlio del Colonnello Gheddafi.
Sono i personaggi a fare storia in Costa Smeralda e in Porto Rotondo, dai padri fondatori, il principe Karim e il conte Donà dalle Rose, fino ai nostri giorni. Attraverso i cambiamenti si snoda una storia di presenze che esaltano la propria notorietà nel teatro sempre aperto della visibilità smeraldina.
Marella Giovannelli fa una rappresentazione mondana del turismo d'alto bordo ricca di sfumature, con fotografie che hanno l'austerità del ritratto e la caricatura della maschera. Volti che si nascondono alla esposizione e facce che si mostrano con ostentazione: un curioso rapporto tra volto e maschera che nel gioco turistico perde il suo carattere inquietante per mostrare invece la libertà espressiva e disinibita delle circostanze festive. Un intendimento non celebrativo né moralistico. D'altronde l'autrice conosce bene personaggi e ambiente, anzi è di casa, fa parte della tribù turistica ed è ben accetta perché usa riservatezza. Partecipa al gioco di società ma ha anche coscienza del gioco. È personaggio tutto interno al teatro ma interprete capace di un distanziamento. Ed è per questo che le sue fotografie denotano uno sguardo ironico rimarcando curiose ambivalenze e simpatici paradossi. Così una fotografia accarezza senza servilismo, un'altra graffia senza cattiveria e, al di là di una precisa volontà documentaria, finisce per darci uno squarcio eloquente della scena turistica smeraldina e portorotondina. Certo, si potevano ordinare le fotografie per status o ruolo sociale, per gruppi di appartenenza e familiarità o per professioni. C'è una nutrita presenza di cantanti: Franco Battiato, Milva, Zucchero, Laura Pausini, Amii Stewart, Gianna Nannini; ancora più numerosa è la rappresentanza del mondo dello spettacolo: Bonolis, Venier, Smaila, Boldi, De Sica, Crozza, Ventura, Zanicchi, Parietti, Villaggio, Marini; ben presenti i calciatori: Cannavaro, Vieri, Vialli, Ferrara; non mancano i politici: Berlusconi, anche nel suo risvolto vacanziero, e poi Putin, Aznar, Sarkozy, Fini, Pisanu, Santanché; in primo piano gli aristocratici: Carlo Giovanelli, Marta Brivio Sforza, Beatrice Borromeo, i Ruspoli, i Colonna e i Borbone; ci sono anche le celebrità internazionali come Woody Allen, Elton John, Andy Garcia, Meryl Streep; e infine una rappresentanza sarda: Antonio Marras, Paolo Fresu, Pinuccio Sciola, Salvatore Niffoi, Gavino Sanna, Graziano Mesina.
La scelta di una disposizione cronologica permette di cogliere i caratteri distintivi di ogni stagione, il mutare delle mode, i giochi di intrattenimento e le forme del divertimento.
In questa litania di fotografie ciascun personaggio compare secondo un proprio stile; Mario Ceroli, Inge Feltrinelli, Krizia e Lina Wertmuller mostrano un atteggiamento diverso da quello di Flavio Briatore, di Simona Ventura e di Lele Mora.
Una rilevante presenza fotografica è dedicata a Marta Marzotto, la vera regina delle feste aperte agli ospiti più diversi, dall'artista all'intellettuale, dai divi dello spettacolo e della musica ai personaggi del cinema e della televisione. Ora come allora, quando nella sua villa di Punta Volpe tutte le mattine si apparecchiava per 100 persone e, anche senza invito, per l'ora di colazione arrivavano tutti da terra, mare e cielo. Le feste di quegli anni, documentate da una sezione di foto vintage, sempre scattate da Marella Giovannelli, si svolgevano in un'atmosfera di semplicità e convivialità tra chiacchiere, balli e buona cucina.
La tipologia dello spettacolo turistico ha una tendenza al mascheramento e al picaresco: non è pedestre la foto di Marta Marzotto con i sandali di gomma tempestati di brillanti nel gioco contrastante del paradosso. Evidente anche nella foto di Flavio Briatore con la tuta della Renault, sorpreso dalla eleganza dei costumi africani durante la festa in onore degli extracomunitari.
Certamente il periodo più trasgressivo è stato il triennio dal 2004 al 2006 quando il Billionaire diventa tappa obbligata per protagonisti eccellenti e palestra per aspiranti alla notorietà. Luogo della mondanità più manifesta e della trasgressione più ostentata, mostra pruriginosa per la piazza mediatica.
Onnipresente è Lele Mora con il suo variegato e talvolta bizzarro corteo.
L'eros si fa erotismo. Sono gli anni ruggenti che annunciano un cambiamento di stile, un abbassamento di tono che culmina nell'intreccio di sesso e potere. Anni dell'edonismo sfrenato e della compravendita sessual-carrieristica che porterà allo scandalo di Vallettopoli. Un vero e proprio tradimento del modello originario della Costa Smeralda: l'eros della tradizione smeraldina chiedeva alti costi ed esigeva prezzi adeguati, offriva un menù di concessioni ma secondo un codice improntato a riservatezza.
Natura-arte-eros erano confezionati come prodotti di prestigio: al turista era concesso il godimento secondo uno stile. Non c'era posto per il libertinaggio che è la parodia dell'eros. Vigeva una sorta di legilazione simbolica che regolava la contabilità del godimento.
La liturgia del turismo di lusso è un'indovinata tessitura del ludico, dell'estetico e dell'erotico, nello scenario di un naturalismo culturalizzato.
Positiva è stata la svolta culturale con mostre d'arte, premi letterari, incontri con scrittori, manifestazioni musicali, eventi sportivi.
Il libro di Marella Giovannelli è documento di realtà e gioco di simulazione, luogo della memoria e della dimenticanza, le immagini ci stanno davanti per dire dell'attualità e, nello stesso tempo, hanno un'aura di lontananza: bisogna guardarle, secondo le intenzioni dell'artista, con partecipata curiosità e con ironico estraniamento.
mercoledì, febbraio 09, 2011
Bisnonni e nonni della vecchia Olbia su Facebook
Da Terranova ad Olbia
sabato, febbraio 05, 2011
CurioVagando fra storia e natura
Spigolando negli archivi di www.portorotondoweb.it ho trovato questi vecchi articoli scritti da Marella Giovannelli per la Gazzetta di Porto Rotondo. Escursioni e curiosità: da Mortorio (l'isola dei Martiri) alla deleddiana Galtellì, da Posada a Berchida e poi Lollove (il regno spopolato della serenità), Bosa (antica, fluviale e variopinta) e ancora: un archeopercorso con giganto-terapia e sorprese nuragiche; i tesori nascosti nell'agro di Olbia; il campanile in legno, unico al mondo, a Porto Rotondo; l'antica civiltà degli stazzi nel Museo Etnografico Galluras; gli olivi millenari della Gallura e la grande festa della chiesetta della Madonna del Monte affacciata su due mari.
Ricette di casa e case più o meno tipiche
Ricette di casa mia e di tanti amici sardi e non solo sardi conosciuti nel corso degli anni e delle stagioni.
Voci d'autore & dichiarazioni d'amore per Porto Rotondo
Porto Rotondo raccontata da alcuni osservatori molto particolari che, sin dall'inizio, o nel corso degli anni, hanno visto il villaggio crescere, la gente cambiare, mode e miti evolversi.
I sette peccati capitali di Otto Dix
I sette peccati capitali dipinti da Otto Dix e raccontati da Art News nella videorubrica Secrets.
mercoledì, febbraio 02, 2011
Arte a domicilio grazie a Google Art Project
Girare in un museo, avvicinarsi ad un'opera e poterne vedere i particolari: oggi è possibile farlo anche rimanendo seduti a casa nostra. Nasce dalla collaborazione di Google con 17 musei tra più importanti del mondo "Art Project", un modo per far scoprire virtualmente oltre mille opere d'arte. Sfruttando la tecnologia Street View, sul sito sarà possibile visionare le opere in un tour completo: 486 artisti, da Rembdrandt a Chris Ofili, da El Greco a Seurat. Ogni museo, inoltre, offrirà al visitatore la possibilità di uno zoom su un'opera selezionata per scoprirne i più piccoli particolari. Per le foto, infatti, sono stati usati i "giga pixel", circa 7 miliardi di pixel per ogni immagine ad altissima definizione. I 17 musei che partecipano al progetto sono: la Tate e la National Gallery di Londra, la Alte Nationalgalerie e la Gemaldegalerie di Berlino, il museo Reina Sofia e il museo Thyssen-Bornemisza a Madrid, il Rijksmuseum e il museo Van Gogh di Amsterdam, il Palazzo di Versailles in Francia, l'Hermitage e la galleria Tretyakov in Russia. Fanno parte del progetto anche quattro musei americani: il Museum of Modern Art, la Frick Collection e il Metropolitan di New York e la Freer Gallery dello Smithsonian a Washington DC.
domenica, gennaio 30, 2011
I colori di Porto Rotondo a gennaio: foto e poesia di Marella Giovannelli
Furuyoshi Hiroshi: il suo Julian, la mia emozione
sabato, gennaio 29, 2011
Il mondo alla rovescia
venerdì, gennaio 28, 2011
Le “hyper-photo” fiabesche di Rauzier
L'artista francese Jean-François Rauzier realizza grandi collage digitali al computer. Le “hyper-photo” sono come puzzle giganti, formati da centinaia di foto che l’artista ha poi clonato, ricomposto e ridisegnato al computer. In una immagine, dietro ai vetri di un noto palazzo parigino, tra gli stucchi ottocenteschi replicati più volte al computer, si intravedono alcuni capolavori dell’arte pittorica italiana rinascimentale e medioevale. L'opera d'arte si chiama Cittadelle 2 ed è lunga 3 metri e alta 1,8. Per navigare al suo interno ed ingrandire i particolari di questa ed altre stupefacenti opere cliccate su questo link collegato ad un sito ricco di sorprese: http://www.rauzier-hyperphoto.com
domenica, gennaio 23, 2011
C'era una volta Mara Malda che raccontava Cristina Ravot
Spulciando nel'archivio dell'ormai defunta Mara Malda ho trovato un articolo risalente al marzo 2008, pubblicato allora su www.marellagiovannelli.com ed oggi alquanto scopiazzato a destra e a manca. Da segnalare anche il non autorizzato "risucchio" di foto, tutte di proprietà dell'autrice, come è ben specificato nel sito.
"Leggendo" di Claude Monet nei meravigliosi "Secrets" di Art News
Nella videorubrica "Secrets" di Art News si rivelano giochi e misteri, incubi e sogni di celebri pittori viaggiando all`interno dei loro quadri. A partire da un dettaglio, l`opera racconta i suoi segreti e il carattere del suo autore. "Leggendo" di Claude Monet è stato il protagonista della puntata di ieri.
venerdì, gennaio 21, 2011
Prima le balenottere, poi il bagno con gli squali


Oltre alle due balonettere, nell'Area Marina protetta di Tavolara, sono stati avvistati e fotografati (lo scorso 18 gennaio) due esemplari di squalo elefante Cetorhinus maximus. Questa volta i ricercatori erano a Punta Timone e hanno fatto letteralmente il bagno insieme ai due grossi esemplari ( 10 metri e 7,5 metri), assolutamente e pacifici.
Questi grossi animali trovano nelle acque di Tavolara plancton, tra cui piccoli pesci e crostacei, loro unica fonte di alimentazione. L’Area Marina Protetta di Tavolara è un luogo ricco di biodiversità in cui, anche questi grossi animali, trovano le condizioni favorevoli per la loro esistenza.
Due balenottere avvistate nell'Area Marina Protetta di Tavolara

Succede nell'Area Marina Protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo: durante un normale controllo al largo di Molarotto sono state avvistate due balenottere comuni (Balaenoptera physalus). Un successivo survey ha consentito ad Egidio Trainito di documentare il pasto dei due cetacei. Si tratta di immagini rare che descrivono un comportamento molto particolare. I due cetacei risalivano su un fianco per ribaltarsi sul ventre dopo aver riempito d'acqua e di cibo l'enorme bocca, scivolando quindi a pelo d'acqua e mettendo in mostra un lobo della pinna caudale. La balenottera comune è una specie protetta ed è il più grande animale osservabile in Mediterraneo: infatti, può arrivare a 22 m di lunghezza. Le dimensioni dei due esemplari osservati sono state stimate di circa 20 m l'individuo più grande e intorno ai 16-18 quello di dimensioni minori. Da lontano sono individuabili grazie al soffio verticale a forma di cono capovolto che si solleva fino a 6 m dalla superficie.
venerdì, ottobre 15, 2010
Monumenti Aperti vi invita ad Olbia: questi sono i 14 siti
Per il suo debutto ad Olbia, sabato 23 e domenica 24 ottobre 2010, Monumenti Aperti ha selezionato 14 siti. Eccoli: sono raggiungibili anche via Internet.
giovedì, ottobre 14, 2010
C'era una volta Mara Malda: dall'archivio storico del Corriere della Sera
Spigolando tra gli archivi ho trovato questo articolo pubblicato sul Corriere della Sera. Soggetto-oggetto: Mara Malda, il mio alter ego da me "liquidato" per una serie di ragioni. Nella sezione "C'era una volta Mara Malda" del mio sito www.marellagiovannelli.com (al quale vi rimando) ho comunque lasciato tutti i pezzi da me scritti con quello pseudonimo.
Pensando al salvataggio dei minatori cileni: dedico a loro questa poesia di Pablo Neruda

Il grande poeta cileno Pablo Neruda, in un brano del suo "Canto general", scriveva queste parole che io, oggi, dedico ai minatori salvati e a tutto il Cile: _______________________________________________________________________________
Mi hai dato la fraternità verso chi non conosco.
Mi hai aggiunto la forza di tutti coloro che vivono.
Mi hai ridato la patria come in una rinascita.
Mi hai dato la libertà che non ha il solitario.
Mi hai insegnato ad accendere la bontà, come il fuoco.
Mi hai dato la rettitudine di cui necessita l'albero.
Mi hai insegnato a vedere l'unità e la differenza tra gli uomini.
Mi hai mostrato come il dolore di un singolo è morto nella vittoria di tutti.
Mi hai insegnato a dormire sui duri letti dei miei fratelli.
Mi hai fatto costruire sulla realtà come su una roccia.
Mi hai reso nemico del malvagio e muro contro l'esaltato.
Mi hai fatto vedere la chiarezza del mondo e la possibilità dell'allegria.
Mi hai reso indistruttibile perche con te non termino in me stesso.
mercoledì, ottobre 13, 2010
domenica, ottobre 10, 2010
domenica, agosto 29, 2010
venerdì, luglio 09, 2010
Costa Smeralda e cinema si incontrano nel mare azzurro del Cala di Volpe
Tom Barrack, milionario nella lista Forbes, presidente della società americana di private equity Colony Capital e patron della Costa Smeralda, si concede un po' di relax con Rob Lowe, star di West Wing e Brothers and Sisters. Ma la Costa Smeralda, paradiso delle vacanze. è anche un ottimo club per incontri fra milionari. Barrack e Lowe, dopo essere stati immortalati dalla stampa inglese in un ristorante di Londra dove hanno incontrato Flavio Briatore, Giuseppe Cipriani e David Blaine, si sono riuniti a Porto Cervo. All'amicizia che lega i due da anni si aggiunge il progetto di un affare di $ 500 milioni: la costituzione di una società multi-media di produzione di tv, cinema e Internet.
Colony Capital, fondo di investimento internazionale, da qualche anno ha diversificato il suo portafoglio, investendo nello sport (ha acquisito lo stadio di Paris Saint Germain con la relativa squadra di calcio), nello spettacolo (con l'acquisto del ranch di Michael Jackson Neverland) e ora prosegue nella diversificazione attraverso l'istituzione di un fondo dedicato all'entertainment. Tale fondo investirà anche nello sport acquisendo e valorizzando team internazionali.
A Porto Cervo si chiedono preghiere per i ricchi in via di estinzione



7 luglio 2010, Porto Cervo. Alla Promenade du Port, durante la serata Premio Campiello Opera Prima dedicata a Silvia Avallone e al suo romanzo-rivelazione "Acciaio", una dama alquanto preoccupata ha chiesto la parola invocando "preghiere per i ricchi in via di estinzione". Premio Oscar per l'eloquenza all'espressione urbanamente perplessa di Tino Tellini, ministro degli Esteri dell'Isola dei Cassintegrati, in missione strategica dall'Asinara in Costa Smeralda. Ironicamente acuta la risposta-ciambella di salvataggio del sociologo Domenico De Masi: "Io prego tutte le sere affinchè i ricchi non scompaiano". A quel punto è intervenuta la giornalista del TG3 Flavia Corda che ha saggiamente imposto un sano cambio di rotta al dibattito su "Acciaio" e dintorni.
sabato, aprile 17, 2010
Angelo Carboni: lezione di vita in Aula Magna



L’Aula Magna “Engle” dell’Università all’Aeroporto Olbia-Costa Smeralda ha ospitato la conferenza stampa per la presentazione del libro “Padre Luca Cubeddu. Animu Rebelle” di Angelo Carboni Capiali, che si terrà a Pattada domenica 25 aprile. All’incontro di oggi, oltre all’autore, hanno partecipato il sindaco di Pattada Fabio Pastorino con l’assessore alla Cultura Giovanna Maria Falconi, il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli e il presidente del Consiglio comunale Tonino Pizzadili, amico d’infanzia di Angelo Carboni.
Già stimato docente nelle scuole superiori, appassionato sportivo e studioso delle tradizioni sarde, da sei anni Carboni è ammalato di Sla. Tre anni fa ha subito la tracheostomizzazione ma l’invalidante malattia che ha bloccato il suo corpo non è riuscita ad imprigionare la sua lucida intelligenza, la sua voglia di vivere e il suo immenso amore per i grandi poeti pattadesi del passato.
Ora Angelo Carboni, autore di cinque libri, ha completato l’opera alla quale tiene di più: la sua trilogia in logudorese sui poeti Pesuciu, Limbudu e Padre Luca Cubeddu. Egli stesso, questa mattina ha spiegato: “Prima, quando il male non aveva ancora compromesso l'utilizzo delle mani scrivevo da solo, poi nell'immobilità del corpo e impossibilitato a parlare, con il prezioso aiuto della mia carissima amica Caterina Dettori, mi esprimo attraverso il mio comunicatore oculare”.
Per Angelo Carboni i poeti locali sono una miniera inesauribile, particolarmente ricca a Pattada che “prima di essere l'indiscussa patria del coltello, era considerata un vero e proprio laboratorio della parola, la culla e fortezza della poesia sarda”. “Il rapporto con questo male incurabile – ha aggiunto Carboni - inizialmente incrinò le mie convinzioni e mise a dura prova la voglia di reagire e la fiducia nella speranza. Essere prigioniero del corpo nonostante la lucidità mentale, impone una scelta tra rinunciare alla lotta o andare avanti.
Noi abbiamo deciso per la vita, seppure alle dipendenze di un respiratore. Le mie convinzioni e la famiglia, oltre all'affetto di numerosi amici mi hanno aiutato in questa decisione. Non volevo correre il rischio di passare quel tempo che mi rimaneva inutilmente, né piangermi addosso. La sofferenza sveglia il sonno della ragione; il tempo sottratto alla efficienza del fare diventa il regno dell'universo del pensiero”.
Angelo Carboni, anche oggi amorevolmente assistito dalla moglie Maria Giovanna, ha sollecitato le domande del pubblico con un piccolo sorriso e i suoi vivissimi occhi hanno dettato al comunicatore oculare questa frase: “Il silenzio è il mio regno; fatemi ascoltare voci di vita”. E le domande, a quel punto, sono arrivate numerose. Carboni pubblicherà anche la sua autobiografia che ha già pronta nel cassetto e, interpellato sul titolo, ha spiritosamente risposto “Io vagabondo”.
Ha poi rivolto un ricordo pieno d’affetto ad Antonetto Lupacciolu “amico e persona di indiscusse doti umane e culturali; aver goduto della sua squisita amicizia é stato per me un grande dono. La sua morte mai potrà cancellare i brevi ma intensi momenti passati insieme”. Il presidente del Consiglio comunale Tonino Pizzadili, nel suo intervento ha detto: “Considero una grande fortuna l’amicizia di Angelo Carboni. L’ho sempre conosciuto come una persona che ha sempre messo tanta passione nelle sue attività: nella vita familiare, nella scuola, nello sport, nelle sue ricerche e, per un breve periodo, anche in politica.
Ma oggi che non può utilizzare tutte le sue abilità, con il suo impegno ci sta donando un esempio di vita con dei contenuti di altissimo valore umano oltre culturale. I modelli di comportamento a quali oggi siamo sottoposti, troppo spesso tesi alla ricerca dell’apparire, talvolta ci fanno dimenticare le cose che davvero contano e l’importanza dell’essere. Oggi come ieri Angelo continua a trasmettermi gli stessi messagi positivi di un tempo e i suoi occhi sono elequenti anche senza l’aiuto della macchina”. Per il sindaco Gianni Giovannelli, “Angelo Carboni è un maestro di vita ed un esempio di coraggio, forza, energia e determinazione. La sua esperienza di vita è una testimonianza che arricchisce e fa riflettere chiunque.”
mercoledì, aprile 14, 2010
Giochi d'immagine e fotomontaggi creativi
Giocare con le immagini (le nostre ma non solo) è semplicissimo e divertente grazie a diversi siti web che, gratuitamente, consentono di realizzare fotomontaggi creativi in pochi minuti. Le foto che inseriamo restano tali e quali ma possiamo ambientarle in sfondi, scenari e contesti particolari o insoliti. Cliccando sul titolo troverete numerosi esempi nell'album "Giochi d'immagine" che ho pubblicato nel mio spazio Facebook.
domenica, aprile 11, 2010
Il lungo elenco, sempre aggiornato, delle applicazioni da me bloccate su Facebook

Vi rimando, se cliccate sul titolo, all'elenco, aggiornato quotidianamente, delle applicazioni da me bloccate su Facebook.
Intanto ricordo i 10 Comandamenti di Marella Giovannelli per gestire e non essere gestita da Facebook:
1. Non avrai altro Dio fuori di me (Non fare di Facebook il tuo Dio).
*** 2. Non nominare il nome di Dio invano (Nomina e occupati d’altro oltre che di Facebook).
*** 3. Ricordati di santificare le feste (Ricordati di festeggiare anche lontano dal p.c e da Facebook).
*** 4. Onora tuo padre e tua madre (Onora famiglia, amici e colleghi non solo su Facebook).
*** 5. Non uccidere (Non uccidere il tuo tempo sprecandolo in ciò che non ti interessa veramente facendoti risucchiare dal tutto-fa-brodo-Facebook).
*** 6. Non commettere atti impuri (Non commettere la fesseria di credere di poter lavorare e, allo stesso tempo, stare su Facebook, visibile per le chat e quindi disponibile a chiacchiere incrociate, incompatibili con la concentrazione e l’attività professionale).
*** 7. Non rubare (Ruba tempo alla vita “seduta” davanti alla tua pagina di Facebook e continua a coltivare i tuoi interessi più o meno dinamici ma sempre vari).
*** 8. Non dire falsa testimonianza (Meglio un sano silenzio piuttosto che una goffa bugia anche su Facebook).
*** 9. Non desiderare l'uomo d’altri (Non rincorrere obiettivi impossibili, neanche su Facebook).
*** 10. Non desiderare la roba d’altri (Chiarire subito cosa non si vuole da Facebook. Io, ad esempio, cancello le proposte di iscrizione a gruppi improbabili e i messaggi farciti di puntini che trovo indigesti a ogni ora del giorno e della notte).
giovedì, aprile 08, 2010
lunedì, aprile 05, 2010
sabato, aprile 03, 2010
domenica, gennaio 10, 2010
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