domenica, settembre 17, 2006

Tra pesci-robot e sedie-granchio, fermenti artistici settembrini a Porto Rotondo

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Fermenti artistici settembrini a Porto Rotondo. A coordinare il cenacolo è sempre Luigi Donà dalle Rose, fondatore del villaggio. Il conte veneziano sembra più che mai deciso a completare il percorso iniziato quarant’anni fa quando chiamò i migliori scultori, pittori e architetti per realizzare piazze, moli, chiesa e teatro.
Oggi ha un forte alleato nel maestro Mario Ceroli, tornato a Porto Rotondo, dopo molti anni. Sembra che, nel rivedere la “sua” chiesa e il “suo” teatro, il grande scultore si sia tanto emozionato da sposare l’idea dell’amico Luigino: costituire una a Fondazione per innalzare il Campanile in legno unico al mondo, sempre nato da un progetto di Mario Ceroli.
A Porto Rotondo, quindi, sponsor cercasi per ultimare “incompiute” sacre & profane. L’elenco comprende quelle all’interno della chiesa (il confessionale, il portone in vetro, il rosone, il leggio per l’altare, il fonte battesimale e il cero pasquale); i quattro altorilievi per il teatro che ancora mancano all’appello e la piazzetta di Rudalza che si chiamerà Maestrale.
Nel segno della novità, invece, è il feeling artistico nato tra il mecenate Luigi Donà e lo scultore francese Emmanuel Chapalain sbarcato a Porto Rotondo con il collega Jean Charles Roux. I pescioni in alluminio a grandezza naturale di Chapalain (corazzati per difendersi dagli umani), appesi nella villa del Conte, hanno conquistato anche Tom Perkins.
Il Paperone americano è stato folgorato da uno squalo-robot che ora troneggia tra i cristalli del suo avveniristico clipper “The Maltese Falcon”. Ma, a casa Donà, in questi giorni, si assiste alla moltiplicazione dei pani e dei pesci tra gli artisti ospiti e i disegni con pinne e branchie (firmati da Emmanuel Chapalain) per i mosaici dei graniti che trasformeranno anche la pavimentazione di via del Molo e quindi del cuore di Porto Rotondo.
Molto ammirate le grandi sedie-granchio di Jean Charles Roux. Provate a Mortorio e in altri luoghi ameni e rocciosi, sono risultate ideali per prendere il sole a bagno-maria e a prova di capitombolo una volta incastrate le zampe d’acciaio tra gli scogli. Una signora, più incline allo shopping che all’arte ha chiesto ed ottenuto di provare la scarpetta di Cenerentola e l’abito metal-fashion di Chapalain ma ha trovato la prima un “po’ scomoda” e il secondo “un po’ duro”. Naturalmente bocciata dallo scultore, la proposta dell’aspirante-cliente: vestito e scarpe su misura, in un metallo appena appena più morbido.