domenica, agosto 27, 2006

Il Cavaliere aspetta il nuovo Teatro-Serra e prepara nuove attrazioni nel Luna Park della Certosa

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Il fortissimo vento di questi giorni ha spinto Silvio Berlusconi fuori dalla Certosa per le sue trasferte canterine ormai richiestissime come riempi-pista nei vari locali della Costa Smeralda. La cruda verità è che il Cavaliere dovrà aspettare il prossimo novembre per poter ricevere gli amici nel suo nuovo Teatro-Serra in via di completamento nel parco di Punta Lada. Questa è una struttura coperta, con palcoscenico, cabina di regia e quattro angoli sistemati a verde con effetti tecnologici strabilianti che faranno da contorno a spettacoli e concerti.
Il Teatro-Serra del Cavaliere, con duecento posti per altrettanti ospiti, avrebbe dovuto essere già pronto per questa estate se fossero arrivati in tempo controsoffitto e pavimento. E, per colpa del maestrale rafficato che sferza questa coda d’estate, Berlusconi non può neanche utilizzare il suo Anfiteatro scoperto che contiene 350 persone sedute e settecento in piedi. In compenso, alcuni suoi stretti collaboratori sono già stati allertati per un summit che si terrà a settembre. Unico punto all’ordine del giorno: lo studio di fattibilità dei nuovi giochi che stanno già “bollendo in pentola”, ovvero nella testa del Cavaliere. Per ora c’è solo il titolo (L'inferno che inghiotte i peccatori) di un’attrazione con penitenze diaboliche da espiare nei vari gironi (per la gioia di BerluDante) e da giocare in gruppo. Promozione in vista per il roseto che, nei prossimi mesi, acquisterà proporzioni magnum come è già successo con i giardini dei cactus e degli hybiscus, oltre che per il palmeto, l’agrumeto e l’uliveto. Approvata anche la proliferazione strategica dei giochi di fumo e luce LED telecomandati per creare altre simulazioni stupefacenti almeno quanto la finta colata lavica e il planetario in grotta. Il parco della Certosa viene quotidianamente percorso a piedi dal Cavaliere, seguito dai suoi collaboratori in “carretta” (così Berlusconi chiama le macchinine elettriche da lui guidate solo in occasioni speciali).
Il solito anonimo, non veneziano ma gallurese, dice che “Silvio ama troppo la Sardegna e il parco della Certosa per poter pensare di trasferirsi da un’altra parte. Conosce i nomi, in latino e in italiano, di tutte le piante. Le due ville che l’architetto Gamondi sta progettando per lui ad Antigua, saranno utilizzate soprattutto dai suoi familiari perchè Berlusconi, nei 65 ettari di Punta Lada, vuole ancora fare ancora tante cose per divertirsi e far divertire i suoi ospiti. E poi, a Porto Rotondo, sa di poter contare su di di noi; lavoriamo per il Cavaliere ma siamo anche diventati suoi amici e lui, qui, non si sente mai solo. Il segreto della sua forma? Ha imparato a controllarsi a tavola anche quando prepara le pizze e i gelati per i suoi ospiti. Infatti mentre noi mangiamo lui spilluzzicca; consuma molta verdura cotta, beve solo acqua, spremute e tè.” Intanto, un’altra talpa certosina, nascosta nel guardaroba dell’ex-Premier, ha rivelato l’esistenza di una trentina di pullover celesti di cachemire tutti uguali e di una pila di identiche camicie blu. Ma la “sindrome della divisa” o del serial look si ritrova anche nei pantaloncini da jogging e nelle tute usate per le escursioni tra le rocce che circondano la Certosa.
P.S: “Caro Silvio, peggio per te che non sei venuto. Ti sei perso millecinquecento persone in piazza!” Pensiero acido di Domenico Bonifaci, costruttore romano, editore del Tempo che ha patrocinato, insieme al Comune di Olbia, la manifestazione più bella ed emozionante dell’estate: la Grande Danza di San Pantaleo. Il Cavaliere, invitato e “dato per certo” da molti, ha preferito altre compagnie mentre qualcuno temeva una sua apparizione in tutù sul palcoscenico.

giovedì, agosto 24, 2006

Porto Rotondo: gioco di prestigio con pontile, falsa partenza di Tariko a Punta Volpe

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Nato a luglio come un fungo anomalo (vista la stagione) è sparito all’improvviso dalla spiaggia di Punta Volpe il pontile galleggiante che tanto scalpore aveva creato a Porto Rotondo. La settimana scorsa, i bagnanti arrivati di buon mattino, hanno trovato di nuovo libero lo specchio di mare occupato, fino al giorno prima, dal pontilaccio lungo 12 metri e da un’orribile chiatta utilizzata per ancorare la piattaforma al fondale con dei corpi morti extra-large.
Esclusa l’ipotesi di in gioco di prestigio o di un’allucinazione collettiva, ognuno chiedeva all’altro: “Che fine ha fatto il pontile di Roustam Tariko?” senza ottenere alcuna spiegazione plausibile. La sua scomparsa è stata misteriosa tanto quanto la sua apparizione che ha scatenato, oltre alle proteste balneari, una serie di ispezioni. Il pontile, sulla carta, aveva avuto tutte le concessioni necessarie, compresa l’autorizzazione regionale, rilasciata alla Minerva Finanziaria Srl. Ma, dietro questo nome, già da tempo non c’è più Veronica Lario in Berlusconi, fino a qualche anno fa proprietaria della villa.
La residenza chiamata Minerva, infatti, da qualche anno è passata di mano; ad acquistarla (con grande clamore) per 34 miliardi di vecchie lire è stato il magnate russo Roustam Tariko che, con la sua Russian Standard Vodka, ha accumulato una fortuna stimata attorno agli 870 milioni di dollari. Quest’anno, un bel giorno di luglio, le tante famigliole che solitamente si ritrovano sulla spiaggetta di Punta Volpe, hanno trovato un’ingombrante sorpresa in acqua.
Due mostri acquatici spuntati all’improvviso, sotto forma di un brutto pontile e di una chiattona altrettanto racchia, evidentemente utilizzata per montare la piattaforma. La magica sparizione di qualche giorno fa sembra sia dovuta ad una retromarcia dello stesso Tariko (pilota spesso trionfante alla guida del suo Primatist) perchè il sopralluogo effettuato dalla Capitaneria avrebbe riscontrato un’irregolarità rispetto al progetto originale ed autorizzato.
Il pontile sarebbe stato montato sei metri più avanti del previsto per....esigenze di fondale (scarso in quel punto). A quel punto il lavoro (ancora da completare) è stato bloccato e, in attesa di ripresentare il progetto con le giuste misure, Roustam Tariko ha dato ordine di smantellare pontile e chiatta.

mercoledì, agosto 23, 2006

Dal carnet del Cavaliere ai Travolti in terra e mare

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Il carnet del Cavaliere ormai ha posti solo in lista d’attesa. Sta ricambiando tutti gli inviti che ha ricevuto questa estate e, quando non esce, ha sempre gente alla Certosa per pranzi e cene con il solito contorno di colate laviche e gelati “del Presidente” di produzione propria e serviti con tanto di scontrini-ricordo. Lunedì sera ha improvvisato uno spettacolino con Maria Mastino, soprano sassarese, molto amica del presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico.
Con loro c’era anche Marta Marzotto arrivata a casa di Berlusconi per continuare l’idillio canoro iniziato la sera prima al Pepero. La Contessa è quindi giunta sfiatata ma appagata alla presentazione del libro di Lina Wertmuller nella piazza di Porto Cervo. L’arrocchita Marta ha poi ceduto la parola a Enrico Job marito di Lina che ha celebrato sua moglie appena celebrata dalla Marzotto che, tanto per non farsi mancare niente, ha definito la Wertmuller “non una semplice amica ma l’amica del cuore, la sua consigliera- confidente-amante-sorella- marito”.
Il pubblico, confuso e felice da tanta abbondanza, ha applaudito anche per le esternazioni di Lina Wermuller che, commossa, ha ricordato “il compagno di giochi” Fellini e “quella pazza di Madonna” alla quale ancora non ha perdonato l’infelice remake di “Travolti da un insolito destino etc etc.”.
Ha comunque annunciato di voler girare il seguito del film ma, per scaramanzia, è rimasta sul vagocornuto. Al principe Carlo Giovanelli che le ha compitamente chiesto: “Ma Lina, spiegaci da dove tiri fuori i tuoi personaggi così straordinari!”, lei, toccandosi la fronte ha risposto: “E’ tutto qui il mio culo!”
Vista la presenza in piazzetta della cantate lirica Maria Mastino (anche lei fresca new-entry & esci dalla Certosa) non poteva mancare la sua chiamata al tavolo per una doppietta. Un assaggio di acuto (potente anche post-Berlusconi) e un’ecumenica Pappa al pomodoro come omaggio alla Wertmuller c’era una volta Gianburrasca.

P.S Tornando in zona Certosa, sembra che alcuni invitati in transito (Flavio Briatore, Elisabetta Gregoraci, Daniela Santanchè ed Emilio Fede) abbiano deciso di andare a fare un bagnetto nel golfo di Marinella. Sbarcati in spiaggia, pettorali in fuori e pance in dentro, hanno iniziato, con posture da tacchini reali, la manfrina delle foto finte-rubate.

P.S bis Una generosa e gradita donazione, sulla scia di Krizia e Berlusconi, è stata fatta dal proprietario (vuole restare anonimo) della villa Archu de Chelu” al Romazzino: un assegno circolare di 30mila euro consegnato martedì 22 agosto, a Cuori in Coro per l’acquisto un macchinario salva-vita per l’ospedale di Olbia.

martedì, agosto 22, 2006

Un bel pezzo di Sardegna nella Berlusconi Band

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

C’è anche un bel pezzo di Sardegna nella Berlusconi Band che spesso segue il Cavaliere nelle sue uscite canterine. Lei si chiama Cristina Ravot, “giovane cantante sassarese, voce magnifica e corpo da sballo” come io stessa (deprecabile auto-citazione) ho scritto nell’agosto 2003. A quell’estate risalgono le fotografie qui pubblicate e, già da allora, la mora & sinuosa Ravot aveva le idee chiare. Niente più concorsi da velina (già fatto), massima concentrazione sul canto, studi al Conservatorio di Roma, l’approdo nella Bossa Band di Sandro Deidda e un repertorio swing ritmato e seducente.
Il fisico da pin-up male non fa; la voce è delicatamente melodiosa e Cristina si fa apprezzare nei locali più noti della capitale. Partecipa a concerti e serate (tre anni fa anche al piano bar del Pepero) ma la svolta arriva lo scorso inverno quando viene presentata ad Apicella e, dal Menestrello al Cavaliere, il passo è breve. Cristina Ravot, anche con un tempo da lupi, ben prima di questa, frenetica estate, seguiva il Berlusconi Ensemble per dei fine-settimana canterini alla Certosa.
Il gruppo, guidato dal duo Silvio & Mariano, anche in bassa stagione, ha composto, provato e fatto musica nei vari angoli della villa e del parco. Rino Giglio e Loriana Lana hanno scritto le nuove canzoni per il prossimo disco di Apicella e Berlusconi che uscirà a fine settembre. Agosto quindi è tempo di prove ed anteprime (non solo alla Certosa) con la tonica Ravot che, nella sua Sardegna, ora canta “Tempo di rumba” e spesso balla con il Cavaliere.

Coda curiosa: a lui vorremmo chiedere quando, tra un balletto e una cantatina, cambierà colore del maglione e magari anche il nodo; se a tavola si è divertito di più con Briatore o la Gregoraci invitati a pranzo alla Certosa e se, dopo il Billionaire, il Country e il Pepero, andrà anche al Sottovento per non fare scoppiare un incidente diplomatico.

lunedì, agosto 21, 2006

Lele Mora Presidente-Sigillato

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Lele Mora presidente-sigillato ancora in bilico tra stelle e stalle. In questo fine settimana, dopo essere stato incoronato presidente onorario della squadra di calcio dell’Arzachena (con tanto di conferenza stampa per dire che nel suo Billlionaire Beach a Cala del Faro “non c'e niente di abusivo o di illecito”), si è ritrovato con il bar esterno chiuso dai carabinieri e la recinzione rossa con griffe “ sito sottoposto a sequestro giudiziario”. La musica troppo alta ha fatto imbestialire i proprietari delle ville situate nei dintorni. In 107 si erano coalizzati, presentando denuncia, contro il localino lelemorico, “succursale” impropria, spiaggiata e caciarona del Billionaire. Decibel troppo alti, misurati e spenti; autorizzazioni per la somministrazione di bevande e cibo: un misto tra la caccia al tesoro, nascondino e Chi l’ha visto. In attesa di sviluppi, ricorsi, varie & eventuali, il neo-presidente dell’Arzachena Lele Mora continua a ricevere all’interno del Billionaire Beach. Ma se il condominio continua a perseguitarlo, Lelemosina potrebbe anche chiedere asilo politico alla Certosa di Silvio Berlusconi.

P.S A proposito del Cavaliere: anche sabato sera ha fatto una trasferta canterina, insieme a Mariano Apicella, nella villa dei vicini Anna Bettz e Sergio De Cesare. Cena per una ventina di amici e ugola spiegata tutta la notte. E domenica, sempre con Apicella, Silvio Gran Nottambulo è stato avvistato al Pepero di Gianni Principessa.

sabato, agosto 19, 2006

Happening- Berlusconi da Krizia per “Cuori in Coro”

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Happening-Berlusconi alla serata organizzata dalla stilista Krizia per “Cuori in Coro” nella sua villa di Porto Rotondo. La cena-raccolta di fondi per dotare l’ospedale di Olbia del servizio di Emodinamica Cardio-circolatoria, era iniziata con i centoventi invitati sapientemente mescolati nel patio.
Per gli amanti di nomi, cognomi e titoli diciamo che la festa bypartisan di Mariuccia e Aldo Pinto ha riunito amici normodotati e uomini di scienza (Silvio Garattini e Giovanni Bollea); arte, cultura & spettacolo (Alba Parietti, Anna Bettz, Antonella Boralevi, Gianni Gamondi, Marika e Marco Carniti, Giovanni Manganelli, Adriana Chiesa e Luisa Frigerio); politica, istituzioni, industria e finanza (Roberto Poli presidente Eni, il senatore ex-Ministro Lucio Stanca, il Questore di Milano Paolo Scarpis, Arturo Artom, Renzo Persico, Gianni Jervolino, Adriano Teso, Sergio Di Cesare, Enrico De Marco e Peppino Franchini) ed aristocrazia (il principe Giovanelli, la principessa libanese Raja el Daouki, i marchesi Brivio Sforza, la pari-grado Sandra Verusio e la baronessa Puya Hottinguer).
La partecipazione dell’ex-Premier era stata “secretata” e solo i padroni di casa sapevano dell’arrivo del Cavaliere. Giornalisti, fotografi e cameramen, ad aperitivo concluso, avevano già realizzato un cospicuo “bottino” di interviste ed immagini quando, in cima alla scalinata che sbuca nel sagrato di casa Krizia, è apparso Silvio Berlusconi.
Avvistato l’ex-Premier che si accingeva a scendere la gradinata a passo di carica e sorriso alla Wanda Osiris, è montato lo Tsunami-stampa, travolgente per gli invitati (hanno rischiato anche i padroni di casa) e reso ancora più pericoloso dalle armi del mestiere. Telecamere in resta, macchine fotografiche rivolte al nuovo, inatteso bersaglio e penne più o meno appuntite tutte pronte all’uso, hanno iniziato l’assalto al Cavaliere.
Gli hanno appena lasciato il tempo di scambiare con Krizia un cordialissimo (ma chi l’avrebbe mai detto!) “cara-carissimo” che ha trasformato la rossa Verusio in una statua di ghiaccio. Dicono che, sparito l’effetto-ice, alla vista dell’amica sua Mariuccia attovagliata accanto a Berlusconi, la più radical delle Marchese, abbia avuto un attacco di orticaria.
Gli invitati, già sensibilizzati in maniera tecno-soft da Piero Zappadu e Gianni Giovannelli, promotori di Cuori in Coro, sono stati arringati da Alba Parietti, insuperabile nel provocare scaramantici toccamenti a catena con il suo appello: “Le vostre vite valgono moltissimo, anzi non hanno un prezzo, quindi datevi da fare e mettetevi la mano sul cuore, anche perché la generosità di oggi vi potrebbe tornare utile domani”. L’ Emodinamica cardio-circolatoria al centro di tanta vip-mobilitazione è indispensabile sia come macchinario salva-vita, sia come strumento diagnostico. L’ospedale di Olbia ancora non lo possiede con grandi disagi e rischi per cardiopatici ed infartuati (abbondanti pure tra i turisti) tutti costretti a raggiungere, in caso di bisogno, i centri più vicini (Nuoro o Sassari) che tanto vicini non sono se l’infarto è in corso.
Dopo aver “ruminato” la documentazione scientifica lasciata su ogni tavolo, Berlusconi ha seguito l’esempio di Krizia, annunciando un contributo di 50mila euro per l’acquisto della sofisticata apparecchiatura che costa un milione e trecentomila euro.
Precisato che “quando lo Stato non arriva è giusto che siano i privati a fare la loro parte” , il Cavaliere ha beneficamente tracimato dicendo che qualora non venisse raggiunta la somma necessaria, sarà Lui ad aggiungere la differenza.
A fine serata, tra le offerte virtuali e quelle reali, si è arrivati a circa un terzo della cifra necessaria ma (almeno secondo qualche autorevole invitato) prima di “spremere” il Cavaliere, si dovranno organizzare altre festilenze benefiche ed aspettare che quaglino i bonifici promessi. Sempre Berlusconi, pizzicato sul tormentone-tasse Soru non Soru, ha dichiarato “Sono l'italiano che paga in assoluto più tasse: ogni giorno lavorativo, il mio gruppo versa all’erario quattro miliardi delle vecchie lire (io ragiono ancora in lire), e ne sono fiero. Pago anche le tasse sul lusso perché io pago tutto, anche più di quanto dovrei”.
Il Cavaliere-pagatore, sempre più casual-rilassato (dice che in vacanza legge,cammina e non prende il sole) ha ricevuto insospettabili “baci della pantofola, seduto al tavolo con Krizia e il marito, Alba Parietti, la scrittrice Fleur Jaeggy, l’architetto certosino Gianni Gamondi, Sergio De Cesare ed Anna Bettz (della festa pre-ferragosto) più il sindaco di Olbia Settimo Nizzi.
Particolarmente azzeccata (anche se casuale) la scelta dello struggente brano sardo “Non poto reposare”, cantato dalla straordinaria Maria Giovanna Cherchi, proprio mentre l’ex-Premier nostalgico confessava la sua difficoltà a “smettere di pensare agli interessi dell'Italia dopo essere stato al Governo per cinque anni. Credo di poter dare qualche buon suggerimento; per quel che riguarda i militari in guerra, la nostra è un'opposizione positiva e porterò avanti le idee che ho sempre proclamato da Presidente del Consiglio”.Esilarante il siparietto che ha visto protagonista il ruspante-autarchico Francesco “Ciccu” Cassitta. Lui fa tutto da solo, in una mano tiene la telecamera e nell'altra il microfono; piazzato davanti al Cavaliere, gli ha riproposto la Ciccu-versione del solito domandone: “Fanno bene le tasse del lusso in Sardegna?” . Rimbrottato in gallurese dal Sindaco di Olbia:"Cosa sei dicendi!!!” Cassitta si è ritrovato la mano di Berlusconi sulla fronte, come per controllargli la febbre, con l'illuminante domanda-risposta: “Ma si sente bene?”.

mercoledì, agosto 16, 2006

Ferragosto canterino e ballerino per Silvio Berlusconi pirotecnico

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Ha chiacchierato con tutti, cantato e ballato come il più divertente e divertito degli ospiti: incontenibile Silvio Berlusconi alla festa di Ferragosto in casa degli amici Anna Bettz e Sergio Di Cesare a Porto Rotondo. L’ex-premier è arrivato subito dopo la mamma Rosella, la sorella e la nipote, sedute al tavolo con Iva Zanicchi. Ma, fatta eccezione per l’Aquila Zanicca, non si è trattato della solita festilenza briatoreggiante lelemorizzata. Piuttosto un sano Ferragosto italico, musical-popolare-convivial-pirotecnico.
Il Cavaliere, appena entrato, ha subito fatto il giro dei centosettanta attovagliati nella terrazza affacciata su Punta Lada. Ma non è limitato al classico saluto tipo tour degli sposi al matrimonio con la rituale domandina:”Tutto bene?” Manco per niente. Berlusconi si è seduto ad ogni tavolo, chiacchierando di tutto e di più con gli ospiti multigenerazionali.
Tra le altre cose, ha riferito un episodio di qualche giorno fa, “uno dei tanti- ha precisato il Cavalier Modesto- che testimonia l’affetto che la gente prova per questo vecchierello”. “Ha quindi raccontato: “Mentre stavo con degli amici sul belvedere della Certosa, sono stato riconosciuto dagli occupanti di una delle tante imbarcazioni alla fonda in rada. Loro hanno alzato le braccia verso di me in segno di saluto e io, naturalmente, ho risposto. A quel punto, anche dalle altre barche, hanno cominciato a sbracciarsi e tutti hanno acceso le sirene che hanno suonato per sei minuti di fila”.
Berlusconi, ciacolando con gli invitati, ha pure ammesso di aver vissuto, dopo le elezioni, un periodo di rigetto per la politica con la forte tentazione di godersi finalmente il tempo libero in giro per il mondo nei tanti posti belli di sua proprietà. Ma il toccare con mano ogni giorno e ogni notte “l’affetto di tanta gente che lo incoraggia a non mollare” gli ha ridato carica ed entusiasmo. Mai l’avesse detto: da quel momento in poi, è stato letteralmente circondato e subissato di richieste che, nell’ordine, si possono così riassumere: “Presidente, per cortesia, possiamo scattarle una foto?”; “Cavaliere, possiamo farci fotografare con lei?”; “Silvio, se io chiamo mia madre, puoi parlarci al telefono e dirle che sei qui con me?”.
Fortunatamente, a veli (neri) spiegati, in salvataggio di Berlusconi è arrivata la cantante rock-padrona di casa Ana Bettz, romana di nascita ma con buone frequentazioni delle classifiche dance americane e russe. La Bettz, amica di Madonna, Cher e Dionne Warwick, ha riportato all’ordine gli invitati con un cortese ma energico: “Ora basta, fate mangiare in pace il Presidente”. Sensazionali i fuochi d’artificio partiti sia dal cielo che dal mare ed organizzati dal fornitore pirotecnico abituale di casa Berlusconi. In trasferta dalla vicina Certosa anche Mariano Apicella e i musicisti della band Millenium.
Gli sbalorditi ospiti, per una ventina di minuti, si sono ritrovati sotto una maxi-doccia di luci sfolgoranti e di effetti specialissimi conclusi con la scritta “Forza Silvio”. Gli applausi scroscianti, appena terminati per i fuochi d’artificio, sono subito ricominciati, prima per Iva Zanicchi e poi per Ana Bettz, salite a cantare sul palco. “Perchè loro si e io no?”- deve aver pensato Berlusconi che, acchiappato al volo il microfono, ha cantato pure lui ma con l’occhio vispo già rivolto alla pista da ballo.
Infatti, dopo essere stato immortalato da Guido Crosetto e altri amici, il Cavaliere scatenato è tornato al suo tavolo giusto il tempo per bere un bicchier d’acqua, dare un bacino alla madre ed annunciare: “Ora balliamo”. Ha quindi raggiunto gli ospiti già danzanti disco dance mescolandosi a loro e, fulmineamente raggiunto da alcune fanciulle, ha tenuto botta per circa un’ora senza fermarsi mai con gustose incursioni in lambade, rumbe, saltelli e giravolte.

P.S Ferragostano:

Silvio Berlusconi, la notte del 15 ha festeggiato il Ferragosto alla Certosa, orfana di Veronica, partita per altri lidi. Replay dei fuochi d’artificio con aggiunta di colata lavica, concertino di Apicella e del Cavaliere; una cinquantina di invitati, Lele Mora gran cerimoniere e Valeria Marini arrivata (dicono) sul tender della barca di Briatore direttamente da Porto Cervo. Prima di salpare per la Certosa, WonderValeria ha trovato anche il tempo di presentare, nella piazzetta di Porto Cervo, il concerto di Shaggy. Prima ancora aveva partecipato al party di Moutassem Gheddafi, notoriamente allergico ai fotografi. Pissi Pissi: il nuovo flirt di Gheddafi jr, Lisa Van Goinga è un imbarazzante déjà vu dato che, fino a qualche mese, fa stava con Matteo Marzotto.

lunedì, agosto 14, 2006

Berlusconi sabato notte al Country di Porto Rotondo

Testo di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

"Silvio al Country ha fatto impazzire la folla, comunicalo a tutti". La notizia è arrivata all'alba sotto forma di sms al mio cellullare. Il fan del Cavaliere, raggiunto telefonicamente, riferisce di un bagno di folla mai visto nel quale l'ex premier si è beatamente immerso. Il parco della Certosa ha un'uscita proprio sulla strada che conduce alla discoteca ma Berlusconi, fino a ieri notte, pur essendo talmente "vicino vicino" da poterci andare a piedi, al Country aveva sempre preferito le tavolate lelemoriche del Billionaire. Il suo arrivo a sorpresa (racconta chi c'era) ha scatenato un tifo da stadio; la musica ridotta a un bisbiglio dalle urla corali "Non mollare mai" e "Sei sempre il nostro Presidente". Berlusconi, vestito di blu, si è seduto con alcuni amici ad un tavolo sotto il porticato. Alle cinque del mattino, per guadagnare l'uscita ha tentato anche il salto acrobatico di un muretto ma l'operazione si è rivelata più difficile del previsto. Un guardia del corpo ha quindi provveduto a rimuovere il Cavaliere dal suo privè. Assediato da centinaia di ragazzi, si è fatto fotografare dai diabolici cellulari che, illuminandolo dall'alto, tra flash e display, creavano un'aureola intorno alla testa, non più pelata, di San Silvio, beatificato al Country di Porto Rotondo.

Tra principesse sgomitanti, vere star e stelle cadenti arriva Ferragosto

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Annunciata al Fiat Playa di Punta Marana è stata invece posticipata e traslocata al Cala di Volpe, la colazione-sfilata di Cristina Ferrari. Il programma della festa Fisico è stato modificato in zona Cesarini, visti gli impegni della testimonial Simona Ventura e le preferenze della consigliera Marta Marzotto. Tom Barrack Colony, Marco Milocco Starwood e Pasquale Ragnedda sindaco di Arzachena hanno trovato un super Proloco nella “cara Marta” che ormai dirotta tutto quanto fa spettacolo in Costa Smeralda e torna a Porto Rotondo solo per andare a dormire. Molto originale oltre che maestralato il party organizzato a bordo piscina, con il sole a picco delle due, davanti ai clienti mangianti & beventi del Cala di Volpe. Gli invitati della Ferrari, gli ospiti della Marzotto e i vip in transito acchiappati al volo, si sono tutti ritrovati ad applaudire briatorine e meteorine sberluccicanti anche in versione spiaggia. Marina Giori Swarovski ha brindato alla profusione dei suoi cristalli-prezzemolini su costumi da bagno, parei e shorts. Treccine da Heidi, cappello da cow-boy e copricostume bianco a tendina per la principessa /duchessa Camilla di Borbone arrivata con madame la Marchesa Marta Brivio Sforza. Per l’occasione si è fiondata da Porto Rotondo anche una terza aristo-dama: Maria Cristina di Kent, moglie del principe Michele, bistrattata dalla stampa inglese che, da diversi anni, le ha appiccicato addosso il nomignolo Princess Pushy (sgomitante). I cattivissimi giornalisti britannici la tagliano a fettine un giorno sì e l’altro pure, definendola scroccona e intrufolona. Trionfale invece l’accoglienza tributata dai party-giani Fisico alla principessa-scrittrice di Kent, “tanto incompresa in patria e travisata qualsiasi cosa faccia” e quindi sbaciucchiata a mezz’aria (come si usa tra le dame di mondo) anche da Ivana Trump. Defilata dal settore X-File da botulino, Anna Maria Malipiero con uno sciame di farfalle impigliato tra i veli fucsia. Buono per lo sport, il tempo libero (e anche il resto dovesse capitare) il completino nero indossato dalla testimonial zippata e in shorts Simona Ventura. Annegata nel turchese la coppia più ton sur ton del party diurno: Adriano e Laura Teso al cui dito brillava una piscina di acquamarina firmata Cartier. Invitati da Cristina Ferrari e Mario Bergamini il parlamentare forzista Guido Crosetto, già relatore della finanziaria ai tempi del governo Berlusconi, e Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi-Confturismo. Interpellati sulle tasse imposte dal governatore Soru ai non Sardi, entrambi hanno sputato fuoco e fiamme dichiarandosi contrari; spettacolo impressionante vista la mole sia di Crosetto che di Bocca. Accompagnate dalla musica etno-lounge di Max Correnti, le due meteorine di Emilio Fede e altre meno poppute modelline, spinte da un vento rafficato, hanno fatto diverse uscite, avanti e indietro, con soste strategiche davanti al ristorante. Tra gli spettatori “per caso” della sfilata Fisico, è capitato anche Gioele Dix, in Costa Smeralda per presentare (con grande successo) il suo recital “Amore a prima vista”, ispirato ai testi della poetessa polacca Wyslawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura. Vacanza-lavoro fortunata per Roberto Granata che ha esposto “Le mani di Dio” , al bar-pontile del Cala di Volpe. Le foto di Granata sono state ammirate anche dall’attrice americana Anne Hathaway. La bella star americana, sorridente e disponibile, se la tira sicuramente meno di Enrique Iglesias. Il concerto del cantante spagnolo, paragonato a quello di Gianna Nannini, ha avuto un tiepido effetto camomilla sui mille lussuosamente attovagliati al Cala di Volpe. Tra gli educatamente plaudenti c’erano Valeria Marini, Linda Batista, Marta Marzotto, Ivana Trump con Rossano Rubicondi, Lele Mora e le sue due accompagnatrici (una argentina e l’altra ascolana). In gommone da sbarco sono arrivati anche Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci. Nessuna uscita mondana per l’ex Presidente Ciampi e sua moglie Franca, ospiti di un amico industriale (italiano, noto e riservato) con villa in Costa Smeralda. Di tutt’altro genere le vacanze di Moutassem Gheddafi, sempre seguito, nella sua via trucis per discoteche, da un assortito codazzo italo-libico.

giovedì, agosto 10, 2006

Vita Smeralda sbarca a Porto Rotondo tra popperoncini e cine-onanismo

Testo e foto di Mara Malda in www.marellagiovannelli.com

Conoscendo i suoi polli Jerry Calà è calato sul palcoscenico del teatro di Porto Rotondo, sicuro di far digerire al pubblico dell’anfiteatro la sua “Vita Smeralda”. In effetti la parabola sulle tre giovani ed ingenue trolley-girls (svoltafiletto) pentite al termine di un assaggio vacanziero dell’ambientino bullo-billio, non ha indignato nessuno. Piuttosto ha suscitato nel pubblico portorotondino, solitamente raffinato, commenti del genere: “Ma che favoletta è questa! Ormai a Porto Cervo le povere italiane non le vuole più nessuno; sono state soppiantate dalle sventole sudamericane o dell’est portate a domicilio o in barca”. Un altro signore seduto in prima fila, a proiezione conclusa ha sentenziato: “Vita Smeralda è un filmetto iporealista e provinciale, persino moralista direi, la vera Costa è molto più esagerata”. E quindi il regista- buonista Calà si è beccato grandi applausi dai settecento spettatori, non più sado ma solo maso, presenti in teatro. Appena arrivato sul palcoscenico Jerry ha incassato la prima pacca sulla schiena dalla ex-moglie Mara Venier, in vacanza allo Sporting di Porto Rotondo. La neo-signora Carraro, prima di transumare al Billionare per festeggiare il compleanno di Fawaz Gruosi, ha impartito una benedizione a volo d’uccello al suo ex-marito rimasto tanto amico. A proposito di amici, Sabina Stilo e Umberto Smaila, hanno chiamato sul palcoscenico, insieme a Jerry Calà, alcuni protagonisti di Vita Smeralda. Prima però hanno fatto l’appello degli assenti giustificati “La Pedron non c’è perchè è in America con Max Biaggi mentre la Cavallin è all’ottavo mese di gravidanza”. C’erano, invece, Benedetta Valanzano, Negar Khan, Luigi Cassandra e Guido Nicheli (svolta storica la sua: dall’eterno ruolo di Cummenda a quello di Capitano). Come aperitivo alla proiezione di Vita Smeralda, Jerry Calà ha scoccato una frecciatina a Soru che “se insiste con le sue tasse, ci farà trasferire tutti a Roccella Jonica”. Hanno riso tutti, compresa Cinzia Leone, forse per scaramanzia preventiva visto che la vigilia di Ferragosto toccherà a lei far ridere il pubblico nel teatro di Porto Rotondo con il suo spettacolo “Poche idee ma molto confuse”. In prima fila, Sylvie Lubamba con due peperoncini alle orecchie più un altro che ballonzolava tra le tette, convinceva i vicini di seduta (ipnotizzati dai movimenti del popperoncino) ad adottare un cane randagio, perchè “vedere gli animali abbandonati mi spezza il cuore”. Un signore di Olbia, affranto dalla prospettiva, ha esalato un irresistibile : “Non sia mai, Marketta mia, pardon signora Lubamba”. Jerry Calà, prima di far spegnere le luci in sala per la proiezione, ha pure accennato, senza scendere nei particolari, alla travagliata uscita del film, prevista per lo scorso autunno e rimandata di mese in mese. Ha poi ringraziato i personaggi amici che, in una botta di cine-onanismo, hanno interpretato loro stessi, primo fra tutti (e ti pareva!!!) Flavio Briatore. Tra i citati, il buon Calà, ha incluso anche Lele Mora “per aver inizialmente prodotto il film”. Il ringraziamento però è rimasto verbale visto che dai titoli di coda della “Vita Smeralda” è scomparso il nome dell’agente. Qualcuno l’ha notato e tra i vari pissi pissi, uno è da riportare: “Ma sai che gli frega a Lele Mora, a quello per una porta che gli si chiude, gli si spalanca un portone. Tutti lo davano in picchiata libera, mollato da Tizio e da Caio e invece ora è lui è pappa & ciccia con Berlusconi, mica con un Sempronio qualsiasi”.

lunedì, agosto 07, 2006

"Nuove in brodo” con testimonial

Testo e foto di Mara Malda per www.marellagiovannelli.com

Le figlie di Rod Stewart, Kimberley e Ruby, modelline giramondo, molto richieste come testimonial (in questo caso dal gioielliere Fawaz Gruosi) sono in Costa Smeralda. Prima di posare per il fotografo della rivista Paris Match, hanno fatto tappa dal giovane coiffeur Paolo Isoni, sempre più richiesto ed instancabile, in quotidiana staffetta tra il negozio di Porto Rotondo e l’hotel Cervo.


Krizia, testimonial di “Cuori in Coro”
promuove una raccolta di fondi per dotare l’ospedale di Olbia di un servizio di Emodinamica Cardio-Circolatoria. La sofisticata apparecchiatura, è un vero salva-vita in caso di infarto oltre ad essere praticamente indispensabile sotto l’aspetto diagnostico. Il costo è di 1 milione duecentomila euro; una somma che si comincerà a raccogliere proprio a villa Krizia, il prossimo 18 agosto durante una cena “selezionata & mirata” organizzata dalla famosa stilista.

Cristina Ferrari e Mario Bergamini, cuore & motore del marchio torinese FISICO,
stanno invitando gli amici alla loro tradizionale cena d’agosto, fissata per mercoledì 9 al Fiat Playa di Punta Marana. Annunciata la presenza, come testimonial, di Simona Ventura, per la serie Forza Piemonte (ma senza Savoia).

mercoledì, agosto 02, 2006

Vip-shopping dalle Mercantesse in Fiera

Tutte le foto in www.marellagiovannelli.com

di Mara Malda


Abbacinate come gazze (non ladre) anche Simona Ventura, Alba Parietti e Cinzia Leone mescolate agli ospiti di Marta e Diamante Marzotto, Luisa Frigerio, Vitti Ferria Contin e Roberta Balsamo. Le cinque signore hanno organizzato una mostra-mercato di artigianato del lusso per scopi benefici. Già era intrigante il titolo stampato sui biglietti d’invito che annunciava “Dal the nel deserto allo champagne del Cala di Volpe". In uno sforzo congiunto e torrido le intrepide espositrici, assistite dalle amiche più disponibili e caldo-resistenti (tipo Raffaella Midolini di cui è nota la passione per gli sport estremi) hanno allestito uno sfavillante bazar nel Bar del Pontile all’hotel Cala di Volpe.
Due piccole barche ripiene di bouganville viola sotto un cielo infuocato di palloncini-lanterne hanno accolto persone & personaggi che hanno preso d’assalto i mercatini a cinque stelle con contorno di ombrelli-lampadari e cuscini “forestali” (non in vendita) firmati Roberto Cavalli. Successo strepitoso per gli orecchini di Vitti Ferria Contin che portano appesi conchiglie, vasetti di fiori, personaggi dei cartoni animati, creaturine mitologiche e chi più ne ha più ne metta. Le cornici fiabesche di Diamante Marzotto tempestate di ex-voto, vetri riciclati e passamanerie hanno fatto faville. Stesso successo per le borsette pelose, trapuntate, farcite ed intarsiate di Roberta Balsamo e per quelle vintage, tempestate di pietre preziose stravendute ( anche a Simona Ventura) dal duo Marzotto-Lori. Un discorso (a parte ma non tanto) meritano i magnifici quadri orientalisti della pittrice bresciana Luisa Frigerio. L’artista, nota anche come collezionista di abiti di Valentino Alta Moda anni Settanta-Ottanta, ha fatto arrivare da Brescia a tempo di record, i suoi dipinti-collage più belli. I quadri della Frigerio, hanno affascinato, per un nano-secondo, anche Flavio Briatore arrivato a cocktail quasi concluso, solo soletto e con qualche chilo di meno. Tampinato da una troupe televisiva straniera e marcato stretto da Marta Marzotto, Billioflavio ha masticato qualche battuta d’ordinanza sulla Formula 1. Visto che l’amica sua Ventura (arrivata dalla spiaggia in versione Vispa Teresa beach con figlioletti, shorts, camicetta floreale ed infradito) non c'era più, Briatore ha guadagnato una rapidissima uscita, solitaria e felpata quanto l’entrata. Arrivato tardi, Flavio si è quindi perso il meglio di una serata per niente moscia.
A cominciare dall'happening-amarcord tra Cinzia Leone e Diamante Marzotto, ex-compagne di scuola ritrovate a sorpresa dopo tanti anni. Cinema rappresentato anche da Adriana Chiesa Di Palma. La vedova del grande Carlo e Nostra Signora di Cinecittà avrebbe dovuto essere a Cuba per il compleanno di Fidel Castro. Annullati i festeggiamenti, causa malattia del Leader Maximo, Adriana Chiesa è rimasta in Costa Smeralda e, dallo Sporting di Porto Rotondo ha raggiunto il Cala di Volpe, accompagnata dal noto cineoperatore Michele Picciaredda, olbiese di origine ed internazionale per professione e collaborazioni artistiche.
Mentre Raffaello suonava il piano e cantava era tutto un entra-ed-esci dal bazar al pontile finalmente sventagliato dal maestrale. Simona Ventura dopo quattro chiacchiere con l’amica numerologa Tiziana De Marchi si è immersa nello shopping for Charity. Appagata e rilassata, è uscita carica di pacchi e pacchetti impilati l’uno sull’altro. Più ondivaga Alba Parietti, languidamente divisa tra i paparazzi ed il fidanzato-principe Giuseppe Lanza. Anche lei, comunque, è stata fortemente attratta dal vucumprà extra-chic proposto dalle sue amiche. Persino la “concorrenza” cosmopolita, rappresentata da Marina Swarovski e Fred Horovitz, ha gironzolato tra le mercantesse in fiera. Ognuna di loro ha invitato amiche e conoscenti che, moltiplicate per cinque, hanno affollato il Bar Pontile. Altrettanto evidente la mancanza di molti proprietari di barche (fino alla scorsa estate presenti in Costa Smeralda) sia italiani sia stranieri che ora, grazie all’odiosa (e odiata) tassa imposta dal governatore Soru, stanno disertando i porti sardi.
Aggiungeteci giornalisti, fotografi, operatori tv, Marco Glaviano, Maria Agostini, Lilli Carraro, Lilian Ramos, Eleonora Vallone più (per la gioia di Marco Milocco Starwood) i clienti stranieri del Cala di Volpe che entravano e uscivano chiedendo continuamente, folgorati da tante bellezze :“Who is she?”

lunedì, luglio 31, 2006

Cultura in Costa Smeralda: Lele Mora si converte, Berlusconi no

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di Mara Malda

Lele Mora convertito (o precettato) si inchina alla mutazione virtuosa della Costa Smeralda? Il dubbio serpeggia ma intanto lui, quatto quatto, seguito dalla bandanata Lilian Ramos (che ancora rideva per le barzellette di Berlusconi) e da altre due succose Morasitas, è arrivato all’aperitivo letterario domenicale nella piazzetta di Porto Cervo. Lele, quindi, ha risposto all’appello dello staff di Tom Barrack, sostenuto dalla madrina globe-trotter Marta Marzotto, impegnato a far decollare la convivenza tra cultura e mondanità in Costa Smeralda.
Tanti offesi brusii invece per il forfait last-minute dell’ex premier Berlusconi alla presentazione del libro di Pietrangelo Buttafuoco, preceduto, nei giorni scorsi, da Salvatore Niffoi, Bruno Vespa, Laura Laurenzi e Nori Corbucci. Per la serata finale della maratona letteraria, dedicata appunto al sontuoso “Le uova del drago” di Buttafuoco, il Cavaliere aveva annunciato, oltre alla presenza, un intervento suo e di Emilio Fede.
Per questo, in tutta fretta, alcune copie del libro (caso mai Berlusconi non l’avesse ancora letto) gli sono state recapitate alla Certosa di Porto Rotondo. La disdetta, arrivata solo un’ora prima dell’inizio serata, ha assunto quindi il sapore amaro della buca. Marta Marzotto, rimasta sola ma abbondante, ad introdurre Buttafuoco, inizia con il botto: “Ho sentito Berlusconi alle tre del mattino, mi ha promesso che sarebbe venuto. Evidentemente ha fatto tardi....”
A questo punto, a tutti quelli che gli stavano vicino o che passavano nei dintorni, Lele Mora spiegava : “Certo, eravamo a cena insieme al Cipriani Grill del Billionaire. Al mio tavolo, con Silvio ed Emilio, c’erano anche la figlia e il genero di Aznar e altre amiche. E a quelli che continuano a parlare male della Costa Smeralda senza motivo, io dico che, sempre sabato notte, al Billionaire c’erano personaggi famosissimi come Denzel Washington e Jennifer Lopez , oltre ai soliti principi arabi, uomini politici internazionali e anche il presidente della Regione Sicilia.
Eppure nessuno ne parla perchè, quest’anno, qualcuno ha deciso che l’immagine della Costa Smeralda deve essere appannata, out. Non ho ancora capito chi porta avanti questa strategia altrimenti farei il nome. E’ un disegno fin troppo evidente, smentito dalla realtà dei fatti”. Lele Mora, dopo aver lanciato l’idea di un complotto mediatico teso a sminuire l’appeal costaceo, ha diligentemente acquistato il libro di Buttafuoco e si è messo pazientemente in fila per farselo firmare dall’autore.
Durante la presentazione, sempre a proposito dell’assenza di Berlusconi, l’ottimo giornalista-scrittore siciliano, ha esternato un suo umilissimo dubbio: “Magari questo mio libro non è piaciuto al Cavaliere visto che gli americani ci fanno la figura degli invasori”. Meno storica e più agganciata alla stretta attualità l’ipotesi di Marta Marzotto: “Dopo la nottata al Billionaire, Silvio avrà preferito riposare”. Qualche irriverente risatina è partita dal pubblico, impegnato anche a fotografare con i cellulari personaggi più o meno noti. Lele Mora, con il solito look meringato è stato subito riconosciuto da una signora locale che, sardizzando il suo nome e cognome, lo ha chiamato: “Signor Lello Moro”. Molto fotografati anche Giancarlo Antognoni, Eleonora Vallone, Gigi Moncalvo e le due povere stelle marine (vere) montate come orecchini e finite infilzate nei lobi di Roberta Balsamo. Al posto di Berlusconi si è seduto l’avvocato Renzo Persico, presidente del Consorzio Costa Smeralda, promotore della maratona culturale che, a Porto Cervo, ha deliziosamente sfiancato (complice il clima torrido) autori, amici, appassionati e curiosi. Indifferente alla transumanza letteraria da Porto Rotondo a Porto Cervo anche Veronica Berlusconi rimasta alla Certosa di Punta Lada.
La libera uscita del marito al Billionaire con Emilio Fede e il gruppetto Lele Mora, non ha turbato l'olimpica serenità della paziente (e previdente) neo-cinquantenne che preferisce farsi massaggiare da una professionista tanto brava quanto riservata ed evitare gli stress superflui.

mercoledì, luglio 26, 2006

Dal pontile russo alla Sardite: novità brutte e belle dalla Costa Smeralda

Mara Malda per www.marellagiovannelli.com (con foto)

Un pontile galleggiante nato come un fungo by-night sta creando grande scompiglio nella spiaggia di punta Volpe a Porto Rotondo. I ringhiosissimi pissi pissi bau bau dicono che la concessione regionale sia stata concessa a tempo di record alla Minerva Finanziaria Srl. Ma, dietro questo nome, già da tempo non c’è più Veronica Berlusconi. La sua villa, chiamata Minerva, infatti, da qualche anno è passata di mano; ad acquistarla (con grande clamore) per 34 miliardi di vecchie lire è stato il magnate russo Roustam Tariko che, con la sua Russian Standard Vodka, ha accumulato una fortuna stimata attorno agli 870 milioni di dollari. Sembra che, nel giro di pochi mesi (non a caso Tariko ha debole per la Formula 1) il suo entourage sia riuscito ad ottenere l’autorizzazione dalla Regione Sardegna.
Così le tante famigliole che solitamente si ritrovano sulla spiaggetta di Punta Volpe, l’altro ieri non credevano ai propri occhi. Vicino al neonato pontile lungo 12 metri, fa orrenda mostra di sé la chiattona (intesa come macchinario) utilizzata per ancorare la piattaforma al fondale con dei corpi morti extra-large. Le proteste dei bagnanti hanno dato l’avvio ad inchieste ufficiali ed ufficiose. In attesa che il rilascio di una simile concessione venga giustificato dal competente ufficio regionale, protestano pure i vicini di villa Tariko, anche loro russi ma in affitto.
Al momento viene difficile pensare che l’intrepido Roustam (pilota spesso trionfante alla guida del suo Primatist) possa utilizzare il nuovo pontile per attraccarci il gioiellino con il quale è solito sfrecciare nelle acque della Costa Smeralda. Saltando di palo (di pontile) in frasca, sia a Porto Rotondo che a Porto Cervo è tutto un florilegio di manifestazioni culturali che vedono protagonista (era ora!) la Sardegna.
Spettacolare la mostra di costumi sardi allestita nella galleria del teatro portorotondino. Lo scrittore-antropologo Bachisio Bandinu, circondato dai “Merdules e Boes” ha raccontato la storia degli splendidi abiti recuperati nelle soffitte delle abitazioni degli anziani di tutta l’Isola. Pubblico praticamente ipnotizzato dalle maschere barbaricine salite sul palcoscenico insieme alla parca sarda fuso-munita “Sa Filonzana”. La Colony di Tom Barrack , a Porto Cervo, sta proponendo la “Settimana Sarda” e anche santa a giudicare dalla serietà degli argomenti. Vittorio Sgarbi, un paio di giorni fa, in piazzetta, ha presentato “L’isola del rimorso” un reportage della Sardegna dell’interno tra gli anni Cinquanta e Sessanta, firmato da Franco Pinna fotografo ufficiale di Federico Fellini e Luchino Visconti. Sabrina Colle, nei prossimi giorni, riuscirà a stupire anche il suo vecchio Sgarbone, recitando Grazia Deledda, sempre a Porto Cervo. Lo ha annunciato mentre gustava il gelato di cipolle con il pesce spada affumicato e prosciuttino croccante, preparato dallo chef sardo Roberto Petza, superstar all’esclusivo hotel Pitrizza.
Alla cena sarda, stupefacente per la qualità ed originalità dei piatti, ha partecipato anche Eleonora Abbagnato , prima danzatrice all'Opera di Parigi. Al suo stesso tavolo il grande fotografo Marco Glaviano e i due noti paparazzi Salvo la Fata e Riccardo Frezza. Poco distante, appena arrivata dalla sua martoriata Beirut, un’ospite fissa di Tom Barrack e Renzo Persico: la libanese Raja el Daouk. Insieme a Milena Maffei sardo-sciallata e a Marta Marzotto accorallata c’era anche la figlia Diamante con il marito-scultore Gyula Jakabffy. Le due Marzotto madre e figlia, il 1° agosto esporranno le loro creazioni (cornici, gioielli e abiti) al Cala di Volpe. La serata intitolata “ Dal thè nel deserto allo Champagne del Cala di Volpe” promette artigianato di lusso per beneficenza. La mostra-mercato includerà anche le borsette create da Roberta Balsamo e le collane di Vitti Ferria Contin.

domenica, luglio 23, 2006

Gianna Nannini resuscita Lazzaro Costa Smeralda

di Mara Malda
Le foto in www.marellagiovannelli.com


“Lei ha resuscitato la dolce vita in Costa Smeralda!” Questo commento e altri dello stesso genere, hanno accompagnato il concerto di Gianna Nannini extra-adrenalinica sul palcoscenico del Cala di Volpe. Tra i cigni finti e i gamberoni veri si aggiravano anche Gianluca Vialli e Alfonso Signorini arrivato con l’amica iper-sensitiva Maddy. Con tono suadente da allarme rosso, Signorini ha cominciato discretamente ad informarsi. La sostanza del quesito era: “Ma la Costa Smeralda tira ancora?”.
In attesa di fare i conti a fine stagione, almeno per una notte, i seicento attovagliati a bordo piscina, hanno fatto finta di essere nell’estate 2005 quando ancora Soru non s’era inventato le tasse sul lusso; le case, gli aerei privati e il mare non erano così “salati” e, in compenso, non mancava l’acqua dolce come spesso accade quest’anno in tutta la Gallura, Costa Smeralda compresa. Intorno ai due grandi buffet, uno freddo e uno caldo, e nell’angolo delle grigliate al carbone di legna, si sono baciate sempre a distanza per evitare ingorghi botulinici le solite “care carissime” Cicci, Picci, Titti e Chicchi. Aspettando la Nannini, grande struscio di personaggi dai tavoli agli zoo-buffet decorati con animali e figure più o meno mitologiche scolpite in un burro speciale a prova di sauna. Per la cronaca: gira ancora abbarbicata all’attuale marito-ministro austriaco Karl Heinz, Fiona Swarovski già signora Pacifico, Mahler, Balzarini e ora Grasser. Tavolo più minimal del solito per Lele Mora seguito da un codazzo molto ridotto rispetto alla scorsa stagione. A chi gli chiede come va, Lele risponde “alla grande” svolazzando in un tunicone bianco con sotto pantaloni lunghi e sbuffanti (almeno loro). Il gruppetto delle bellezze Morasitas ha il suo pezzullo forte in Francesca Lodo ma, a tavola con Lele, siede anche Fatma Ruffini. Cena di gala al Cala in attesa della Nannini, anche per Roberta Capua e il suo nuovo compagno.
Molto coreografica l’aristo-coppia in bianco lui (il biondo Leonardo Donà dalle Rose) e nero lei (la sua bruna innamorata italiana). Nazionale (Francesca Oldini) anche l’ultima new-entry nel carnet di Massimo Gatti già noto acchiappatope esterofilo. ’ultima new-entry nel carnet di Massimo Gatti noto acchiappatope esterofilo. Il principe Carlo Giovanelli, a chi gli chiede un parere sulla figuraccia savoiarda fatta dall’amico suo Vittorio Emanuele, risponde con tono affranto: “Eppure non è cattivo credetemi!” Ha pure garantito che, almeno per questa estate, l’Irreal coppia non metterà piede in Sardegna dove, in alcuni paesi, hanno persino cambiato i nomi delle vie intitolate ai Savoia. I sardi, infatti, non hanno (giustamente) ancora digerito gli insulti a loro rivolti dall’intercettato Vittorio Emanuele.
Il monarchico ad oltranza Carlo Giovanelli ha poi preferito dirottare il discorso sulle vip-reazioni alle tasse di Soru . Incavolatissimo sarebbe il Paperone svizzero Sergio Mantegazza, peraltro fraterno amico del ramPollo Savoia. Il Mantegazza, proprietario di uno dei più bei panfili del mondo, ha deciso “per una questione di principio” che diserterà i porti sardi dopo decenni di assidua frequentazione. Finita la cena, è iniziato il concerto al fulmicotone di Gianna Nannini con un doppio spettacolo, sul palcoscenico e negli immediati dintorni grazie alla benedetta assenza degli odiosi privè. Gli strepitosi successi della muscolosa Gianna zompante nei suoi anfibi, hanno così riunito in una ballonzolante mescolanza Valeria Marini, Linda Batista e Marta Marzotto, giornalisti e cameramen, fotografi e pubblico pagante (tanto) ma almeno contento. Danzanti a bordo piscina e a bordo palco anche Sandra Carraro, lo scultore Gianni Manganelli e la principessa Maria Pia Ruspoli. Non potevano mancare le emozioni ruffianamente mondiali (anche se d’annata) con la canzone “Notti magiche” e un piccolo mistero. Gianna Nannini aveva chiamato sul palcoscenico Gianluca Vialli e Giancarlo Antognoni per cantarla insieme a loro.
Ma l’invito è stato accolto solo dall’ ex-giocatore della Fiorentina mentre Vialli (timido o stonato?) non si è schiodato dal suo tavolo. Assente Tom Barrack che, ai primi di agosto, ospiterà in Costa Smeralda l’Ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli. Finito il concerto, tutti in coda per salutare e ringraziare Gianna Nannini. In attesa davanti al camerino anche Eleonora Vallone alla vigilia del suo primo giorno di lavoro nella piscina del Cala di Volpe come insegnante di gymnuoto.

giovedì, luglio 20, 2006

Dal Cavaliere-gelataio alla terror-Asta Airc: quello che non strozza ingrassa

Le foto in www.marellagiovannelli.com

Il gelato, l’olio e il limoncello del Presidente, tutti rigorosamente prodotti alla Certosa
di Porto Rotondo sono l’ultima passione dell’ex-premier Berlusconi. Si è fatto allestire, vicino all’anfiteatro una gelateria attrezzata di tutto punto; macchinario all’avanguardia, tavolini sotto le fresche frasche del parco; coni e coppette a portata di mano. Il Cavaliere-Gelataio serve personalmente i suoi invitati e, ad alcuni ospiti, regala anche le bottiglie di olio e limoncello “del Presidente” con tanto di logo e di etichetta. Olive e limoni arrivano dagli alberi piantati intorno alla Certosa mentre per i gelati (suo noto peccato di gola) Berlusconi si è messo in proprio dopo aver preso qualche lezione dal “maestro” siciliano Giovanni Lombardo, titolare della famosa gelateria di Porto Rotondo.
Decisamente più orientale l’atmosfera del Safina al Pevero Golf Club dove si è ripetuta la tradizionale serata AIRC per la ricerca sul cancro. Riproposti anche i balletti del ventre, puntuali e scontati come i saldi di luglio. Raccolti 50mila euro di cui 25mila portati a casa AIRC dall’implacabile Marta Marzotto, battitrice della terrorAsta e da Sandra Mondaini, testimonial storica & stoica, meno mobile del solito a causa di una gamba dolorante. Circa 600 i presenti, inizialmente trasformati in altrettante statue di cera all’appello-richiamo della Marzotto: “Aggiudicherò gli splendidi oggetti offerti dai prestigiosi sponsor a chi alzerà un dito, anche solo per grattarsi il naso”. Tutti, o quasi, con le braccia paralizzate, forse per tirchieria, forse per timidezza ma, la previdente Marta si era coperta le spalle portandosi appresso un gruppo di generosi “lanciatori scelti” acquattati nel privè. Lo spazio riservato ha visto comunque, in qualche angolino, la promiscua commistione di nobildonne tipo la principessa Ruspoli e la marchesa Brivio Sforza con alcuni “tronisti” non meglio identificati. Stella brillante di luce propria Beatrice Borromeo, entusiasta del suo prossimo impegno televisivo a fianco di Michele Santoro in “Anno Zero”. E, anche quest’anno, come nell’estate 2005, è risuonato l’urlo marzottiano “Claudio Mercurio e Tiziana De Marchi, aiuto!” con il pronto intervento della munifica billio-coppia. Molto generoso il contributo di Marco Milocco, grande cuore e motore Starwood. Tra le (poche) altre manine alzate si sono distinte quelle della pop-singer Anna Betz; dell’editrice Adelina Tattilo e di Pasquale Ragnedda Sindaco di Arzachena. Nella serie di splendidi oggetti battuti all’asta c’era anche un quadro di Luisa Frigerio, apprezzata pittrice e presto-nonna di Giuseppe Garibaldi jr. (la figlia Cristina ha infatti sposato il discendente diretto dell’Eroe dei due Mondi e, tra un mese, nascerà il loro bambino). L’asta si è chiusa con un gesto di cortesia di Tiziana De Marchi che ha regalato a Sandra Mondaini la collana magnum appena acquistata all’asta. Sempre in Costa Smeralda, proseguono gli aperitivi letterari, sicuramente meno mosci di tante festilenze. Irresistibili gli aneddoti raccontati da Antonio Caprarica e tratti dal suo ultimo libro “Dio ci salvi dagli inglesi...o no!?” presentato nella piazzetta di Porto Cervo da Monica Maggioni. Caprarica strepitoso, Maggioni debole solo nella lingerie: mutandina nera tracimante dai pantaloni candidi ed abbinata a reggiseno bianco.

Mara Malda

lunedì, luglio 17, 2006

Da Porto Cervo a Porto Rotondo tra Zen-sorprese, il Califfo e un Campanile

Le foto in www.marellagiovannelli.com

di Mara Malda

Flavio è innamorato come una pera cotta di Elisabetta ma gli affari di cuore della coppia Briatoraci sono meno interessanti (almeno per buongustai) della nuova Zen-star della Costa Smeralda: Roberto Okabe, gran maestro del sushi. Lo chef nippo-brasiliano, insieme al calciatore del Milan Clarence Seedorf, ha “clonato” il Finger’s di Milano al Tennis Club dell’hotel Cervo.

Con la collaborazione dello staff Starwood e la benedizione del noto volpone Barrack, qualcosa di nuovo e diverso, è stato creato a Porto Cervo. Traslocato il Nikki Beach in altri lidi, alla velocità di un fungo giapponese, è nato un lounge bar-ristorante con terrazzino ideale per incontri molto ravvicinati di qualsiasi tipo. Atmosfera extra-soft; effetto speciale rugiada rinfrescante con nuvolette di vapore spruzzato a tradimento; luci finalmente ruffiane; arredi e corredi raffinati ma non stucchevoli; infernali le dannatissime bacchette, purtroppo indispensabili per non rovinare la nippo-coreografia.

Stupefacenti per squisitezza ed originalità le specialità preparate da “Roby Sushi” Okabe, considerato uno dei migliori cuochi del mondo. Utilizzando i coltelli, simili a spade di samurai, si esibisce “in diretta” culinaria multietnica. Armonizza il salmone tritato con uova di salmone e porri (Sushi Gio); l’aragosta tritata con maionese, sesamo e porri (Gunkan Lobster); il salmone grigliato all'arancia e il formaggio philadelfia; la mousse di patate con tartufo e nero di seppia. Prepara sorpresine al caviale e serve anche nei bicchieri pezzettini di pesce con salsa segreta dove l’unica base riconoscibile è il pomodoro. Tutti entusiasti davanti al bancone per fotografare con i cellulari Okabe in azione.

Più interessato a farsi intervistare sulle disgrazie della Fiorentina Giancarlo Antognoni; distratte e già con la testa al Pepero che inaugurava la stessa sera, Marta Marzotto e Sandra Carraro. Avvistata sul tatami anche Eleonora Vallone mentre Alessandro Cecchi Paone ha fatto una sosta sotto “la macchina della rugiada” prima di spostarsi al vicino Porto Vecchio per la presentazione del suo documentario “L’oceano visto con gli occhi di Ulisse”.

Cultura anche a Porto Rotondo dove l’Ensemble Strumentale Scaligero si è esibito in una piazzetta San Marco compostamente “piena e colta” con i Barilla e i Donà dalle Rose in prima fila, vicini ma non troppo a Sabina Stilo e Massimiliano Maselli.
Assente (ma nessuno l'aspettava)l’ex-premier Silvio Berlusconi, in retiro non più tanto bueno alla Certosa. In compenso il posto d’onore, accanto all'orchestra, era riservato al nascituro Campanile di Porto Rotondo in effigie. Disegnato da Mario Ceroli sarà innalzato a fine estate; per finanziare la costruzione è stata avviata una campagna di raccolta fondi tra i consorziati. Una targa posta sulla Torre tutta di legno, e per questo unica al mondo, riporterà la lista dei soci del Campanile Fan Club, capeggiato dal Conte-attuale presidente del Consorzio di Porto Rotondo Luigino Donà dalle Rose.

PS. Sempre a Porto Rotondo, nei giorni scorsi, ha riaperto il Country Club. A risollevare le sorti di una serata inaugurale alquanto moscia ha provveduto Franco Califano con un concerto mini solo per la lunghezza della rischiosa esibizione a bordo piscina.

martedì, luglio 11, 2006

Il marito-zecca della Pivetti, l'Estrada furiosa e i ritorni in Costa

Testo di Mara Malda (con foto) per www.marellagiovannelli.com

“Irene, mi raccomando: petto in fuori e stai attenta a non scoprire le gengive quando sorridi!” E' una vera zecca, a tratti molesta, Alberto Brambilla marito della Pivetti ex-presidente della Camera e neo-arruolata nella scuderia di Lele Mora. E' Brambilla il regista della sua imprevedibile e mutante consorte che gli obbedisce come un soldatino. Almeno così riferiscono dalla spiaggia della Costa Smeralda dove è stato “montato” il servizio fotografico pubblicato sul settimanale “Oggi” con la coppietta Irene -Costantino sparata persino in copertina.
Vitagliano è stato tirato a lucido (con olio di gomito, muscolo dopo muscolo) dal parrucchiere Paolo Isoni che ha poi truccato ed acconciato la Pivetti. La lunga seduta in spiaggia (con fuoriuscita di queste foto non ufficiali) ha rivelato tutta la tempra di Alberto Brambilla, marito-consigliere-stratega del Pivetti look. Solo che l’onnipresenza di un coniuge così appiccicoso ha reso ancora più improbabile il romantico scenario allestito da Lele Mora per Costantino & Irene. E neanche un similgossip ha potuto propagarsi dagli scogli che per ore hanno dovuto sorbirsi le zeppe della Pivetti mai-scalza e per niente perforata dagli sguardi fintoassassini del Depilato Vitagliano.
Avvistata e fotografata (da lontano) all’hotel Cervo l’onorevole Daniela Santanchè in caftano lungo con spacco vertiginoso come i tacchi dei sandali farciti di cristalli swarovski. Commento generale: “Rieccola! Ma non aveva detto che non avrebbe più messo piede in Sardegna in segno di protesta contro le tasse sul lusso imposte da Soru?” Nello stesso hotel alloggia Natalia Estrada con il nuovo fidanzato. Un paparazzo non autorizzato, nascosto dietro un cespuglio, è stato scoperto e rincorso dalla furiosa caliente spagnola che, alla stessa ora, aveva dato appuntamento ad un suo fotografo di fiducia per un servizio “posato”, concordato e non rubato.
Nessuna sorpresa per il ritorno in Costa Smeralda delle due Marte: Brivio Sforza e Marzotto già in frenetica transumanza da Porto Rotondo a Porto Cervo. Presente anche Silvio Berlusconi, in versione sempre più familiare nella sua Certosa a Punta Lada. L’ex-premier, dopo un inizio stagione decisamente moscio, ha ripreso a sperimentare nel parco nuovi effetti speciali, sia luminosi che botanici.

martedì, luglio 04, 2006

Alla scoperta dei tesori nascosti nell’agro di Olbia

Le foto in www.marellagiovannelli.com

Una full-immersion, non in acqua, ma nel vicino e ricco patrimonio archeologico, può costituire una valida alternativa alla routine balneare. Proponiamo ai lettori della “Gazzetta di Porto Rotondo” un itinerario...a puntate. Il primo ci porta a visitare l’agro di Olbia.

Lo storico greco Pausania attribuisce la fondazione della “Città Felice” a Iolao, nipote e compagno di Eracle. La possibilità di una frequentazione greca precedente la fondazione ufficiale di Olbia da parte dei Cartaginesi, avvenuta nella metà del IV secolo avanti Cristo, prende ora sempre più piede alla luce di significativi ritrovamenti archeologici nel centro urbano e nel territorio. La prima tappa è alla Tomba di giganti di Su Monte ‘e S’Abe che, per le sue dimensioni, è una delle più importanti in Sardegna. Il monumento è facilmente raggiungibile in auto percorrendo il sentiero, segnalato da appositi cartelli, che si apre sulla destra della strada Olbia-Loiri all'altezza del km 3.3. Le Tombe di Giganti erano sepolture collettive d'epoca nuragica in uso dal 1500 al 1100 a. C., sempre situate nei pressi di un villaggio.

I defunti erano posti nel corridoio, mentre nello spazio antistante all'esedra (il semicerchio formato dai lastroni), oltre alle possibili offerte, si svolgevano i riti periodici legati al culto dei morti, molto sentiti dalle genti nuragiche. A piedi, dalla Tomba dei Giganti, è possibile raggiungere il vicinissimo Castello di Pedres. Le prime notizie scritte sulla fortezza risalgono alla fine del Duecento, quando il Giudicato di Gallura, di cui Olbia era capoluogo, era diventato ormai un possesso della potente famiglia pisana dei Visconti.

Il complesso è costituito da due piazzali cintati, di cui il superiore mostra un insieme di edifici tra cui spicca il mastio, originariamente ripartito al suo interno da quattro ripiani lignei. L'ingresso era notevolmente rialzato dal suolo per motivi di sicurezza. Nella tipologia generale e nei dettagli tecnico-costruttivi il castello riflette l'intervento di maestranze toscane. Poco distante, rientrando ad Olbia, sulla riva destra del fiume Padrongianos-Loddone, merita assolutamente una visita la Fattoria Romana de S’Imbalconadu. Lo scavo ha evidenziato la presenza di ambienti specializzati per la macinazione del grano e per la cottura del pane, come anche per la produzione del vino, che avveniva mediante pigiatura in due vasche rettangolari. La casa-torre costituiva la dimora del conduttore della fattoria e della sua famiglia. La fattoria è stata datata al 125 circa, quindi bruciata ed abbandonata tra l'80 ed il 70 a.C.

Un’altra zona di grande interesse archeologico è quella di Cabu Abbas. Percorrendo la strada vicinale che si imbocca in corrispondenza del cavalcaferrovia di Via dei Lidi, si arriva all’Acquedotto Romano in località Sa Rughittola. Sicuramente, è l’esempio meglio conservato in Sardegna di questa classe di monumenti tipici del mondo romano. Arcate e cisterne testimoniano le grandi dimensioni dell’opera datata tra la fine del II e l'inizio del III secolo. L’impianto raccoglieva le acque di alcune sorgenti dalle pendici del colle di Cabu Abbas (traduzione in sardo dal latino caput aquarum, cioè "capo delle acque"). Il tracciato dell'acquedotto si snodava per circa 7 km e si immetteva nel centro urbano dove erano ubicate le Terme.

In età Romana Olbia contava almeno 5000 abitanti; la sua prosperità ruotava intorno al porto che, oltre ad essere il principale punto d’imbarco del grano sardo destinato a Roma, era molto importante come base militare e commerciale, al centro di una rete di traffici con l’Africa, la Spagna e la costa tirrenica della Penisola. Ma, sempre a Cabu Abbas, si può fare anche un viaggio a ritroso nel tempo e passare dalle imponenti vestigia romane ai suggestivi resti del Nuraghe di Riu Mulinu risalente all’Età del Bronzo (1300-1200 a. C.)

Una sua caratteristica è il grande e alto recinto con accessi contrapposti che circonda la vetta del colle, occupata da un piccolo nuraghe monotorre. Da qui si osserva un panorama spettacolare della piana di Olbia e del suo golfo, ed è facile capire la funzione strategica che il nuraghe svolgeva. Nello scavo del 1939 si rinvenne, tra gli altri reperti, un bronzetto raffigurante una portatrice di brocca. Un altro monumento-simbolo del territorio si trova poco distante da Cabu Abbas: il pozzo sacro di “Sa Testa”, a Cala Saccaia dove si arriva percorrendo la strada per il Porto Industriale, direzione Pittulongu.

Testimonianza del culto delle acque per le genti nuragiche, Sa Testa è uno dei monumenti più noti e meglio conservati della Sardegna. La riqualificazione del sito è stata purtroppo svilita da una nuova ed enorme costruzione
commerciale edificata nelle immediate vicinanze. Scavato nel 1930 da Doro Levi, il pozzo sacro di Olbia, restituì, oltre a reperti nuragici, anche materiali di età punica e romana. Di straordinaria importanza, il ritrovamento di una statuetta votiva lignea risalente alla fine del VII-prima metà del VI secolo a. C. di produzione greco-orientale. Si trova ad Olbia anche la Basilica di San Simplicio, il più importante monumento della Sardegna nord-orientale. La chiesa, in stile romanico-pisano, venne eretta tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo all'interno di una vasta area cimiteriale, quindi nettamente al di fuori dell'abitato antico.

Ora si attende il completamento del restauro dei relitti delle antiche navi romane rinvenute durante i lavori per la realizzazione del tunnel. Il tesoro riemerso dal fango comprende una straordinaria quantità di materiale archeologico, sistemato in 600 casse, a documentare 25 secoli di storia della città. Si spera che scafi e reperti, con il completamento del Muso Archeologico, possano presto trovare un’adeguata collocazione.


Marella Giovannelli per la Gazzetta di Porto Rotondo
Giugno 2006

sabato, giugno 24, 2006

Un campanile di legno unico al mondo, a Porto Rotondo

Le foto in www.marellagiovannelli.com

Articolo di Marella Giovannelli per la Gazzetta di Porto Rotondo

Porto Rotondo avrà il suo campanile in legno, unico al mondo, sia per i materiali usati che per le sue dimensioni. Il via libera del Comune di Olbia è arrivato a conclusione di un lungo iter amministrativo, iniziato nel marzo 2004. La torre campanaria, alta 22 metri, nasce da un progetto di Mario Ceroli e Gianfranco Fini. Il disegno originale, risalente agli anni Settanta, è stato rielaborato dall’architetto Sergio Malgaretto, dal punto di vista costruttivo e statico. Oggi, grazie all’utilizzo di legno lamellare, può essere garantita maggiore flessibilità e resistenza strutturale.
All’interno del campanile sarà sistemata una scala elicoidale in acciaio con i gradini rivestiti di legno. La torre è caratterizzata da sei campate e sulla sua sommità verrà posta una cuspide, sempre in legno e rivestita di rame.
Il disegno originale, firmato Ceroli-Fini, prevedeva, come posizionamento del campanile, la parte anteriore della Chiesa di San Lorenzo, affacciata sulla scalinata che porta sulla Piazzetta San Marco. Invece, considerati vari aspetti logistici e i flussi dei passaggi pedonali, si è deciso di collocare la torre campanaria sul retro dell’edificio sacro. Qui è stata individuata un’area, destinata esclusivamente ad ospitare un’opera tanto singolare quanto suggestiva. L’architetto Sergio Malgaretto è riuscito, senza alterare il progetto iniziale, ad “attualizzarlo” riguardo alla tecnica costruttiva e alle soluzioni tecnologiche. E’ importante anche, come sottolinea Malgaretto “aver recuperato un’idea valorizzandola. Infatti, rispetto al primo disegno,
è stata aumentata l’altezza del campanile, proprio in funzione di una visibilità ottimale anche per chi arriva a Porto Rotondo dal mare”. E poi si è voluto giustamente dare alla struttura uno spazio facilmente fruibile, nelle immediate vicinanze della Chiesa. L’impresa incaricata di realizzare il manufatto è la Kaufmann-Canducci di Pesaro che ha già eseguito varie opere per lo scultore Mario Ceroli. I lavori dovrebbero iniziare il prossimo autunno e concludersi nella primavera 2007; i relativi rapporti tra le parti, Consorzio di Porto Rotondo e il Comune di Olbia, sono regolati da apposita convenzione. Il costo della torre campanaria è di circa 200mila euro. Già attivata una sottoscrizione tra i consorziati che potranno contribuire, anche con piccole quote, a finanziare la realizzazione del campanile. Il conte Luigi Donà dalle Rose, presidente del Consorzio di Porto Rotondo, vede nell’attuazione di questo progetto “un segno positivo, che fa ben sperare per il completamento di altre opere”. In pratica si riferisce alla facciata posteriore della Chiesa, nel rispetto di un progetto di Ceroli, e all’inserimento del magnifico rosone già pronto. “ Restano da realizzare – aggiunge Donà dalle Rose- la macchina scenica e i tre altorilievi mancanti nel tamburo del teatro. Vorremmo anche rifare la pavimentazione in granito di via del Molo e via Riccardo Belli; ho già parlato con il grande scultore sardo Pinuccio Sciola perchè il mio desiderio è continuare a far vivere il villaggio nel segno dell’Arte, seguendo quel percorso d’autore iniziato quarant’anni fa”.